Dopo quattro anni dal loro ultimo album "Om", i Negura Bunget, gruppo di punta rumeno per il Black/Folk Metal, torna con un nuovo lavoro che ormai li consacra come una delle band migliori dal punto di vista qualitativo di tutta la scena mondiale. Ormai sono diventati una sicurezza, e questa è una delle cose più difficili da ottenere in campo musicale.
Un'ora di durata, nove tracce, il loro nuovo album si presenta come meglio non potrebbe, con un'opener di pregevolissima fattura della durata di circa sei minuti, un canto evocativo che delinea chiaramente le fattezze di questo nuovo lavoro, e che fa capire all'ascoltatore che la musica non è cambiata, i Negura Bunget si sono evoluti nel corso degli anni, ma ormai hanno raggiunto una tale maturità artistica che non possono più sbagliare un disco, e difficilmente lo faranno. Possono mutare, possono sperimentare, possono aggiungere qualcosa o possono sottrarla, ma ciò non toglie che il prodotto finale sarà sempre di ottima qualità, un qualcosa che può piacere e non può piacere, ovviamente, ma che resta sempre qualcosa che troverà sicuramente più sostenitori che detrattori. Dai tempi di " 'n Crugu Bradului " questa band non sbaglia un colpo, e anche questa volta non si è smentita. Una grande varietà di suoni viene utilizzata, da flauti a tastiere, da bucium a Xilofoni, la scelta è ampia, ma non è mai impertinete con quello che si vuole proporre. La grande moltitudine di suoni che vengono proposti si miscela perfettamente con le atmosfere create e con il tipo di suono che si voleva raggiungere. Questo lavoro è il frutto di un lavoro arduo e ben studiato, che non poteva che portare ad un grandissimo album. Le parti evocative e strumentali si mescolano con dei rabbiosi e al tempo stesso decadenti riffi di chitarra, con lo screaming sempre perfetto di Corb, una new entry nella line-up della band, ma che non fa rimpiangere più di tanto la voce di Hupogrammos Disciple's, che ha accompagnato il progetto Negura Bunget per circa quindici anni. Una voce molto simile è stata scelta per sostituirlo e non è stata un'idea per niente malvagia, perchè questo tipo di timbro è perfetto per questa band, e non va intaccato più di tanto. L'agonia che trasuda la voce di Corb è tale da impreziosire ulteriormente un lavoro che potrebbe anche non averla la voce e risulterebbe comunque un ottimo ascolto. "Dacia Hiperboreana", forse il miglior pezzo di tutto l'album, ne è la prova inconfutabile. Riffing lento e straziante, uno Screaming sempre tagliente, ed il tutto alternato da tastiere che unitamente a strumenti vari riesce a dare un alone di mistico ed inarrivabile alla traccia, alone che perseguirà tutto il percorso che porta alla fine di questo disco, un disco che per i seguaci più accaniti di questa band sarà sicuramente una piacevole conferma, ma che può rappresentare un qualcosa di nuovo e accattivante anche per coloro che non hanno mai ascoltato un lavoro del genere nè tantomeno i Negura Bunget, una band che ad oggi, dopo l'uscita di questo "Virstele Pamintului", acquista ulteriore compattezza, ulteriore solidità, ancora più rispetto.
autore: Morbid