VERLOREN
"In Zalvend Onmin"
Goatowarex (2006)

TRACKLIST:
01. Intrede
02. Doelloos Dwalen
03. De Vloek Der Negatiefheid
04. Onder Het Juk Der Somberheid
05. Verminking
06. In Zalvend Onmin
07. Prophecy Of A World Aflame

DURATA
50:32 min.

 

Quando una band mi sta simpatica non lo nascondo, e i belgi Verloren sono tra i miei protetti, in quanto mi ricordano gli Shining nelle pose “suicide”, nell'artwork, e nelle sensazioni.

Musicalmente non mi sognerei mai di paragonare gli svedesi con una band di validi mestieranti, ma “In Zalvend Onmin” ha sempre avuto qualcosa che mi ha attirato. Infatti, preso per quel che è, l'album epitaffio del quartetto non stona quasi da nessun punto di vista, e senza sfaceli va dritto al cuore del suicidal black metal che vuole rappresentare, con il giusto corollario di sensazioni cupe, atmosfere morbose (“Intrede”), pathos e un po' di esagerazioni che fan parte del set tipico per il genere.

Oltre che onesto, “In Zalvend Onmin” io lo sento ispirato, curato nel riffing dal buon dinamismo e nel drumming attento. E' sentito e negativo al punto giusto, con il valore aggiunto di quel “quid” per ogni brano che impreziosisce la musica, come potrebbero essere i finali di “De Vloek Der Negatiefheid” o “Verminking”, che affondano la “lama della sconfitta” accelerando e chiudendo con stile. I Verloren non saranno dei geni, ma suonano più black metal degli Shining attuali, sono ruvidi, e le loro vocals, strillate ed indurite dalla lingua, rappresentano un convincete traino per i brani. Hanno pure tiro, sanno essere diretti come in “Doelloos Dwalen”, ma soprattutto sono stati capaci di incidere un pezzo come “Onder Het Juk Der Somberheid”, il cui riff fondamentale rappresenta per il sottoscritto, una delle più belle idee che mi sia capitato di ascoltare nel ramo.

Qualcuno dirà che una band così è inutile e scimmiotta quel che ci si aspetterebbe dal genere. Per me, invece, la GoatowaRex ha messo sul mercato un disco valido a cui dare una chance, e quando terminerà, sarà come aver portato a compimento un piccolo brutto sogno fatto di lamette e abbandono... ricordando l'incedere e gli strilli di “In Zalvend Onmin”.

autore: Zorn