Nel 2007, l'esordio di questo progetto capitanato dall'ispiratissimo Neige era stato il classico fulmine a ciel sereno: un disco riuscito, sorprendente per la sua capacità di unire influenze, folk, indie e shoegaze in modo così naturale; il tutto filtrato attraverso la sensibilità di un artista figlio del Black Metal più ispirato. Dopo l'antipasto dello split con Les Discrets, ecco dunque l'atteso seguito.
Il disco parte davvero forte con le due parti della title track: semplicemente un piccolo capolavoro, quasi venti minuti di splendore musicale. Musica sognante, atmosferica, evocativa; suonata con perizia, delicatezza e in grado di scuotere violentemente l'ascoltatore grazie al suo enorme impatto emozionale. Una lunga traccia che si esalta nel passaggio tra momenti eterei e soffusi (figli diretti dell'esordio), abbinati a parti più tirate dove riemergono le radici Black Metal del gruppo. Significativo l'attacco della seconda parte in cui compare anche una riuscita parte in screaming. Per il resto si da grande spazio alla musica, intrecciando in maniera sopraffina chitarre ariose e un basso letteralmente da brividi. Per chi ha apprezzato il precedente full, inutile sottolineare l'efficacia del cantato pulito; forse un pò monocorde ma in grado di disegnare bellissime melodie e capace di smuovere interiormente anche il più insensibile degli ascoltatori.
Sulla stessa scia anche gli altri brani a partire dalla stupenda "Percées De Lumière" (già ascoltata nello split con i Les Discrets), brano dalle pesanti influenze shoegaze, davvero toccante e in grado di coniugare perfettamente le diverse anime del gruppo. Dopo un intermezzo ambient, si passa per la disincantata "Solar Song", fino ad arrivare alla dolce ninna nanna di "Sur L'Océan Couleur De Fer" in cui le chitarre acustiche e la prova vocale sopraffina accompagnano l'ascoltatore verso l'epitaffio finale.
Questo secondo lavoro degli Alcest forse non ha la stessa freschezza dell'esordio e non può contare sull'effetto sorpresa. Resta però un lavoro di grande spessore che aiuta a ridefinire le coordinate musicali del gruppo: un disco a suo modo coraggioso, in quanto decide di prendersi qualche rischio scegliendo di evitare la copia carbone del fortunato predecessore. La scelta di reintrodurre le influenze Black Metal è sicuramente interessante e già in grado di generare musica di ottimo livello, ma l'impressione è che il bello debba ancora arrivare.
autore: IntoTheBlack
CREW'S TOMBSTONES
Nivelheim
[...] "Écailles De Lune" è uno di quegli album che parla direttamente alla nostra interiorità facendo emergere ricordi ed esperienze dolci-amare. Stilisticamente l'album non si allontana più di tanto dal suo predecessore ma la sua capacità di emozionare e commuovere resta intatta. "Sur L'Océan Couleur De Fer" è tra i brani più intensi e struggenti che abbia sentito in questi ultimi anni, in cui la voce delicata di Neige si fonde perfettamente con la delicatezza e la malinconia delle tenere chitarre... [...]