ONDSKAPT
"Arisen From The Ashes"
Depressive Illusions Records (2010)

TRACKLIST
01. Intro
02. Ominous Worship of the Divine
03. A Graveyard Night
04. Vehicle of Stone
05. Astute Sceptre
06. Impaled By the Fundaments of Our Time
07. Killing the Human Mind
08. Arisen From the Ashes

DURATA
41:29 min.

 

Gli svedesi Ondskapt festeggiano il loro decimo anno di attività con questo "Arisen From The Ashes", il loro terzo full lenght, che segue due album di pregevolissima fattura quali "Draco Sit Mihi Dux" e "Dödens Evangelium", rispettivamente di sette e cinque anni fa. E il loro lustro di assenza viene ripagato con un lavoro solido, cattivo, che non rinnega il loro passato ma lo rafforza.

Il quartetto formato da Acerbus (voce e chitarra), Avsky (basso), S.W. (chitarra), e E.L. (batteria) non deluderà certamente i suoi sostenitori, con un album che come pochi se ne trovano in giro rispecchia perfettamente la vera essenza del black metal. Perfetta coesione di sfuriate rabbiose e frenetiche con tempi più lenti e cadenzati, il tutto condito da un buono scream e da una sonorità che a tratti ricorda quella dei più estremi Forgotten Tomb come in "A Graveyard Night", uno dei pezzi migliori di questo album. "Rinati dalle ceneri", come recita il titolo dell'album in questione, ecco che gli svedesi ripagano della lunga attesa per questo nuovo lavoro con un disco oscuro, maligno, che non solo risulta fedele allo stile della band, ma regge sicuramente il paragone con i suoi ottimi predecessori. Coloro i quali conoscevano già questa band non resteranno quindi delusi dalla loro ultima creazione, anzi saranno felici di aver avuto una chiara conferma della loro qualità, mentre per coloro che non li avessero mai ascoltati allora è il caso di iniziare a farlo, perchè rappresentano una delle migliori band della scena scandinava, e lo fanno senza strafare, senza particolari stravolgimenti ma semplicemente proponendo un tipo semplice e chiaro di Black Metal, ma che ne racchiude tutte le sfaccettature più importanti. C'è il meglio di questo ultimo decennio in questo lavoro, uno screaming che non è fenomenale ma è assolutamente perfetto per questo disco, una batteria sempre impeccabile ed un suono di chitarra e basso sempre tagliente e rozzo. Provate ad ascoltare tracce come "Vehicle of Stone", "Astute Sceptre" o la title track, delle vere e proprie gemme in un lavoro che nel suo complesso non presenta punti deboli, non ha difetti, ma soltanto una compattezza di suoni e idee che sicuramente porterà ogni blackster ad apprezzarlo in ogni sua particolarità. Se "Dödens Evangelium" era riuscito a farli uscire allo scoperto e a farli conoscere a molte persone, con questo lavoro, rilasciato a ben cinque anni di distanza, gli Ondskapt sono riusciti a ripetersi con semplicità e naturalezza, e ad imporsi come una delle band scandinave di maggiore qualità del momento, e si spera ovviamente anche del futuro.

autore: Morbid