Messo sul mio fedele hi-fi "Sadistic Goat Complex", curioso di sentire il terzo lavoro in studio dei Suffering Souls, band ridotta ormai ad un unico componente, il tuttofare Lord Esgaroth, dopo pochi secondi ho pensato che la lente fosse partita. Quelle vocine aliene, sussurri striduli, non potevano far parte di un album symphonic. Son suoni d'altri lidi, suoni campionati, robotici.
Faccio ripartire l'album, e lo stesso suono continua a perseguitarmi. E' una vocina campionata di merda che non capisco cosa ci faccia in questo contesto. Per fortuna son pochi secondi, che non saranno più presenti lungo l'intero prosieguo dell'album, e che per poco hanno rischiato di farmi cambiare cd, timoroso fossero stati presenti in massicce dosi.
Vagando nell'underground più totale, "Sadistic Goat Complex" è un album per pochi, per coloro che ancora oggi riescono ad ascoltare un album di black sinfonico, senza farsi troppe aspettative o pretendere di trovare un nuovo "Moon In The Scorpio".
Citazione non casuale quella dei Limbonic Art, dato che i Suffering Souls ereditano dal combo Norvegese i passaggi violenti e le sfuriate, contribuendo a creare un muro sonoro che non ha buco alcuno. Un'altra influenza palese è rappresentata dal binomio Dimmu Borgir-Cradle Of Filth a metà carriera, sia per le orchestrazioni presenti nell'album della one man band tedesca, che per l'uso delle vocals versatili; sentendo "Elegance & Perversion" e "Bloodstorm" possiamo farci una precisa idea. Lord Esgaroth gioca molto con la voce : dal mio punto di vista ha uno screaming ottimo, che filerebbe liscio senza ulteriori addobbi. Trovo inferiori infatti le parti in cui le corde vocali tendono ad emettere suoni più cavernosi o cantare in un simil falsetto strozzato.
Il lavoro svolto in sede di produzione è ottimo, facendo risultare ogni suono nitido ed evidenziando le chitarre zanzarose, punto di forza dell'album.
Interessante a tratti con qualche melodia azzeccata, un pò monotono in altri, "Sadistic Goat Complex" non pretende di essere un vessillo del genere, ma si fa sentire con piacere, se ascoltato nella giusta ottica.
autore: Hellequin