Lo dico chiaro: questo è uno degli album più belli di questo 2010. E non solo. L'esordio dei francesi Les Discrets è il classico fulmine a ciel sereno: un lavoro sorprendente per consistenza e freschezza; assolutamente riuscito ed efficace sotto praticamente tutti i punti di vista.
"Septembre Et Ses Dernières Pensées" è un album che punta dritto al cuore, è suonato con passione, dimestichezza e sa emozionare come pochi; il tutto grazie a melodie e soluzioni anche molto semplici, ma in grado di generare armonie nostalgiche, evocative e trascinanti come poche.
Le chitarre sono piene, stratificate e ad accompagnamenti acustici spesso sovrappongono l'impatto delle distorsioni, mai eccessive ma sempre pungenti. Gli arpeggi sono semplici, scorrono leggiadri e pregni di quel retrogusto terribilmente nostalgico che lascia un bellissimo senso di appagamento.
La prova vocale è perfetta: un pulito languido e cullante che a più riprese (evidentissimo nella seconda parte di "Les Feuilles De L'Olivier" o nella aggressiva "Effet De Nuit") richiama il Garm di Bergtatt. Nonostante sia piuttosto statica, è perfetta nell'incarnare quelle sensazioni di rassegnazione su cui il gruppo basa il proprio sound.
Difficile citare una traccia piuttosto che un altra: si passa dalla devastante e perfetta "L'Échappée", ci si imbatte nella crepuscolare "Song For Mountains", ci si sofferma sulla ineluttabilità della title track, fino ad arrivare alla commovente "Chanson D’Automne". Il songwriting per tutto l'album non sbaglia un colpo, mostrandosi sempre vivace, efficace e dinamico; il tutto mischiando influenze folk, indie, shoegaze e metal in un ibrido di rara bellezza e classe.
Quello dei Les Discrets è un mondo soffuso, delicato, votato alla notte e alla natura, pregno di immagini sfocate e perse nel tempo. Ascoltare questo disco è un pò come riguardare certe vecchie fotografie e trovarsi con un nodo in gola a pensare a fantasmi ormai sepolti. Ecco, questo album è la perfetta colonna sonora di ricordi lontani, magari amari e un filo fastidiosi; ma a cui siamo legati e a cui non rinunceremmo per niente al mondo.
autore: IntoTheBlack
CREW'S TOMBSTONES
KarmaKosmiK
[...] Un disco meraviglioso che per il sottoscritto rappresenta quanto di meglio l'influenza shoegaze è riuscita a portare nell'oscuro mondo del black metal. Nonostante un vocalist non proprio perfetto, il disco ti avvolge e riscalda l'anima, e permette di accedere senza dormire nel proprio mondo onirico. Insomma, tanto inutile blaterare per non dire l'abusatissima parola capolavoro.[...]