SHELTERSIEGE
"Sheltersiege"
Dark Babel Records (2010)

TRACKLIST
01. Twilight
02. Cold Corridor
03. Sheltersiege
04. Hate Of Dark Clouds
05. Son II
06. Das Boot
07. Kimsesiz Topraklarda
08. Son
09. Burning War Winds
10. Last Tears

DURATA
36:36 min.

 

Decisamente interessante il debut album degli Sheltersiege, terzetto proveniente dalla Turchia che dopo vari demo che non sembrano essersi mossi dai confini turchi, debuttano sulla lunga distanza grazie alla italica Dark Babel Records con questo omonimo album.

"Sheltersiege" si offre a noi con 10 track che offrono una band che agisce in territori non sempre classici, senza per questo sconfinare in situazioni estremamente shoccanti o particolari. Il black metal di Ekrem e soci può essere definito ragionato, atmosferico se vogliamo, e melodico senza rientrare in filoni ben definiti del genere. Il grosso del lavoro viene ottenuto tramite un sapiente uso delle chitarre, che pur non sfociando mai in trame altisonanti o complicate, riescono a creare passaggi di indubbio interesse, grazie anche ad un buon uso degli arpeggi puliti, elemento già riscontrabile nell'intro "Twilight". In "Cold Corridor" abbiamo una band che si muove in territori lenti e cupi, con atmosfere pregne di morbosità che può alla lontata rimandare a certe cose dei Carpathian Forest periodo 1998\2000 per intenderci, con l'aggiunta di un tocco personale come ad esempio l'assolo verso la parte finale della song, che non stona assolutamente e denota una certa bravura in fase di arrangiamento. La titletrack si muove sugli stessi lidi bene o male, con velocità ancora tenute a freno in nome di un occhio di riguardo verso la dinamica e il groove, con soluzioni interessanti grazie ai saltuari accordi solitari di chitarra pulita, vari cori leggermente militareschi e un lead dal sapore ipnotico che si manifesta in sottofondo per gran parte del pezzo. Ascoltando "Son II" la sensazione che la band sia a suo agio maggiormente in situazioni più ragionate ed atmosferiche è nettissima: le parti più potenti e veloci della song si attestano su un black metal melodico fin troppo classico e privo di mordente in qualche caso, mentre al contrario quando le atmosfere si affievoliscono e si incontra l'assolo di chitarra su una ritmica arpeggiata si toccano vette di qualità eccelse.

Questa sensazione viene a confermarsi proseguendo nell'ascolto del disco fino ad arrivare alle ultime note. Questa altalenanza influisce, seppur in maniera leggera, sull'effettiva qualità del lavoro, ma è un segnale evidente su un dettaglio che dovrà vedere la band impegnata per smussare certe situazioni che non la vedono al 100% della forma. I repetuti ascolti fanno apprezzare sempre più l'album, e così anche tracce come "Kimsesiz Topraklarda" nella loro semplicità risultano godibili. A cercare il pelo nell'uovo, la seconda metà del disco forse è quella che riesce ad essere meno sul pezzo proprio per l'assenza delle succitate parti atmosferiche e ragionate che elevano gli Sheltersiege a band di valore, ma questo non significa che il disco cali così vorticosamente verso una qualità scadente. Anzi, mi sento di consigliarvi questo lavoro anche in virtù della provenienza della band, e rimango in attesa del prossimo album (a quanto pare già in avanzata fase di preparazione) per scoprire se gli Sheltersiege rilasceranno un disco che potrebbe rivelarsi una vera sorpresa.

autore: Destroyer