All'interno del booklet di “The Divine Tragedy”, c'è un'immagine che potrebbe riassumere alla perfezione l'atmosfera dell'esordio degli Avichi: una vagina, violentemente gemellata ad una colomba mediante i ganci di una catena, conficcati nelle ali dell'uccello, e nelle labbra femminili.
Musica tetra, come il gong ed i rintocchi che aprono e chiudono il disco, quasi a scandire morbosamente un momento di meditazione al cospetto del male, con cui nutrire finalmente il proprio corpo e spirito. Sangue, che macchia le pagine dell'artwork e le vesti di una vergine violentata e sacrificata. Accelerazioni vorticose e soffocanti, sound cupo, produzione ben equilibrata, l'abbraccio asfissiante di quell'incappucciato che ti invita tra le spire di un disco arcaico, maledetto, veloce, a tratti feroce e scandito da un drumming martellante ed incalzante.
Chitarre dense come il fumo di torce, indispensabili per scendere nelle catacombe nelle quali eccheggiano i deviati “amen” di “Purification Within The Eighth Sphere”, che danno un taglio religioso, ma allo stesso sacrilego, ad un rituale vergato sulla pergamena e recitato da vocals gutturali più simili ad un growl.
Sesso, religione, magia e trascendenza.
“Prayer For Release” spezza idealmente il disco a metà, dopo di essa i brani probabilmente più carichi di atmosfera, chiusi nella solennità di “Aeonic Disintegration”.
Io ho trovato una sintonia quasi istantanea con un album dannato e nero, scoperto dal sottoscritto praticamente per sbaglio. Temo che “The Divine Tragedy” stia passando un po' troppo sotto silenzio sul mercato black metal. Io so che chi vorrà ascoltarlo, potrà dire d'aver vissuto un'esperienza.
autore: Zorn
CREW'S TOMBSTONES
Ceska Zurivost
[...] Un buon album che però lascia un forte senso di incompiuto. Quel suo inizio col gong, così oscuro e ritualistico, faceva presagire a qualcosa di particolare. Troppi invece i brani standard che, nonostante le atmosfere molto cupe (su tutte "Phallic Insinuation"), non vanno oltre una classica sufficienza. Peccato perchè la seconda parte del disco, quella più atmosferica, è superba. [...]