TUMULUS ANMATUS
"Ave Casus Mundi"
Art of Propaganda (2010)

TRACKLIST
01. Intro
02. Umbræ Ante Solem
03. Ave Casus Mundi
04. Baratro
05. Voci Dal Profondo
06. Post Mortem
07. ...Cenere
08. Ecce Homo

DURATA
38:00 min.

 

Lo dico dall’inizio: i Tumulus Anmatus hanno fatto un gran balzo in avanti. I tre anni di silenzio dal demo di debutto è stato un toccasana per il gruppo che ha acquistato personalità livellando quei pochi elementi un pò acerbi che costellano quasi sempre i primi lavori ma che i nostri sono riusciti ad eliminare già al primo appuntamento con un full length. A scommettere su "Ave Casus Mundi" è stata l'etichetta tedesca Art Of Propaganda con un formato cd limitato a 666 copie

In quest'album troverete un condensato di energia, rabbia e violenza pronto ad esplodere in qualunque momento. Produzione polverosa ma ben bilanciata, con il basso che torna protagonista (cosa che capita di rado a questo strumento troppo spesso quasi inesistente) come nella plumbea ed inquietante intro.
I testi in italiano si seguono facilmente nonostante non siano presenti nel booklet grazie all'interpretazione magistrale di Tumulash con uno screaming ruvido e "profondo" che scandisce perfettamente le parole. Si parte in quarta con l'irruenza di "Umbræ Ante Solem", un grido di battaglia in cui è evidente la matrice marziale ed incalzante che funge da struttura portante in quasi tutti i brani. Chitarre dense e pungenti dall'impatto granitico pronte ad un assalto senza tregua: i loro fendenti si fanno ossessivi in "Ave Casus Mundi" da annoverare tra i migliori episodi del disco. La titletrack non regala un attimo di respiro grazie anche ad un'atmosfera bellica e concitata che mantiene la tensione ai massimi livelli anche nei mid tempos in cui sfocia in una marcia inarrestabile e angosciante. "Voci Dal Profondo" è una scheggia impazzita, fulminea e ferale nella sua travolgente cavalcata sostenuta dallo screaming furente di Tumulash e con un finale dal sapore Thrash che conclude degnamente questo brutale episodio.
Un arpeggio malinconico apre "Post Mortem", pezzo in cui le movenze rabbiose e scattanti che avevano caratterizzato le altre tracce assumono una forma meno cruda, senza però perdere la carica di pathos e di aggressività che si respira per tutto il lavoro. Strutture elaborate e riffs tetri che disegnano trame sinistre e dal mood fosco e alquanto abili nel creare un feeling teso e concitato nonostante un drumming più cadenzato. “Ecce Homo” chiude degnamente il lavoro grazie a dinamiche spasmodiche arricchite dagli ispirati assoli di chitarra e ad improvvisi rallentamenti dalla forte vena epica e battagliera.

Come già detto ad inizio recensione, “Ave Casus Mundi” è un disco che mi ha convinto sin dai primi ascolti grazie a quella particolare commistione di ferocia e impeto mantenuta per tutta la tracklist che regala una proposta accattivante e personale. Un album che ha quella giusta dose di carattere per emergere tra le tante “uscite-clone” che affollano il panorama Black metal.

autore: Nivehlein