WOLFTHORN
"Towards Ipsissimus"
Obscure Abhorrence/A.O.P/Tanhu (2010)

TRACKLIST
01. Towards Ipsissimus
02. I am the Abyss
03. The lost soul's Sacrifice
04. Hear and Behold!
05. The rise of the funeral Flames
06. Death, embrace!

DURATA
34:14 min.

 

Nonostante si siano formati nel duemilauno, i tedeschi Wolfthorn, composti da SadhuSatana alla voce, Aer e Abortio alle chitarre, Oldman al basso e Eternal alla batteria, annoverano un solo full lenght tra la loro produzione, fatta per lo più di Demo, Split e uscite minori. Recentemente hanno pubblicato il loro secondo full lenght, a sei anni di distanza dal primo "Cold Inside", intitolato "Towards Ipsissimus".

A rigor di logica questo titolo avrebbe dovuto rappresentare una sorta di salto di qualità da parte della band teutonica, che dopo quasi dieci anni di attività dovrebbe riuscire quantomeno a ricucirsi uno spazio nella scena Black Metal mondiale e a farsi apprezzare per la propria musica. Purtroppo per loro questo disco però pur essendo niente male non riesce a imprimere nella mente dell'ascoltatore il nome "Wolfthorn", se non per elencare questo lavoro tra la folta fila di quelli che non riescono a coinvolgere pienamente l'ascoltatore. Le tracce sono tutte sullo stesso livello, un livello non insufficiente ma che pecca di personalità, di mordente, pecca di quel qualcosa che rende un album black metal particolare, malvagio, carico di odio. Ci provano, talvolta ci riescono anche in alcune tracce come "Hear and Behold!", probabilmente il pezzo migliore dell'album, ma purtroppo nei quasi trentacinque minuti di durata di questo "Towards Ipsissimus" non riescono ad imprimere forza e rabbia nel loro sound. Insomma dopo quasi dieci anni di attività i tedeschi Wolfthorn faranno ancora aspettare per il disco che rappresenterà una loro evoluzione necessaria per non cadere nel dimenticatoio. Questo album di certo non rappresenta un passo indietro per quanto riguarda il loro lavoro creativo, ma non rappresenta neanche un passo in avanti, e questo non è comunque un punto a favore del quintetto di cui sopra. Gli spunti buoni ci sono, bisogna soltanto cercare di svilupparli in maniera più originale e produttiva, senza far passare altri sei anni tra questa e la loro prossima creatura.

autore: Morbid