PENSÉES NOCTURNES
"Grotesque"
Les Acteurs de l’Ombre Prod. (2010)

TRACKLIST
01. Vulgum Pecus
02. Paria
03. Rahu
04. Eros
05. Monosis
06. Hel
07. Thokk
08. Suivant

DURATA
53:29 min.

 

Fissando la copertina del nuovo Pensées Nocturnes mi chiedevo quale fosse la definizione del termine “grottesco”:

grottésco da GROTTA. Si disse in origine degli arabeschi, a imitazione di quelli che sono stati trovati negli edifici antichi seppelliti sotto terra e cioè nelle cripte o grotte antiche, specialmente nella esumazione delle terme di Tito e Roma (v. Cripta).
Per estensione dall'idea di fantastico, irregolare, che è nel significato precedente, si applicò alle figure che fanno ridere offendendo, o contraffacendo la natura in una maniera bizzarra, ed è divenuto sinonimo di strano, bizzarro, strambo, stravagante, ridicolo, buffo, goffo, brutto, mostruoso, deforme, tragicomico, paradossale, innaturale, assurdo.

Ebbene, “Grotesque” è proprio tutto questo, in un connubio di tecnica musicale ad ampio raggio, blast beat furiosi, eclettismo debordante di qualità, fino all’uso di un cuculo che scandisce per qualche colpo la ritmica del finale di “Hel“. In sostanza, il ritorno di Vaerohn è di quelli col botto per il guizzo bizzarro, violento, espressivo e al contempo profondamente classicheggiante che permea ogni minuto degli otto brani.

Se non aveste colto la particolarità della band al tempo di “Vaccum” (recensione qui), sempre che l’abbiate ascoltato, sarà cura degli applausi in apertura di “Vulgum Pecus” aprire le quinte ideali del teatrino francese fatto di freak stranamente aggraziati, barcollanti, deformi, ma dignitosamente fieri della loro arte e diversità che vive e prospera nella mente del mastermind, tratteggiate da un artwork visionario e atmosfere mai ferme, anche pompose, vivide, in continua evoluzione tra black metal furente, inserti classici ancor meglio fusi con l’impalcatura generale rispetto al capitolo precedente, ed un tocco raffinato per i momenti più atmosferici e sentiti, alcuni dei quali toccanti (l'apertura di "Rahu", ad esempio).
Ascoltare “Grotesque” è impegnativo, il suo fluire appare contorto, ma in sé regolare più di quanto si possa immaginare, e la forza di alcune sue trame d'estrazione extra metal mi ha perfino fatto pensare alla poderosa maestosità degli Elend. Più in generale e per aiutarvi a capire di cosa sto parlando, vi invito a guardare il film “Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo” di Terry Gilliam, in quanto il filo che lega questo disco alla pellicola non è poi tanto sottile, idealmente parlando. Unica critica alle vocals, che trovo sicuramente lontane dal concetto di banale, ma a mio gusto non altrettanto vitali e curate quanto la musica, quindi migliorabili per ottenere una perfetta quadratura del cerchio.

Se “Vacuum” era una porta aperta attraverso la quale non si poteva scorgere realmente cosa vi è oltre, ma solo una prima immagine di facciata, “Grotesque” ne è una visuale più ampia. Da qui a capire cosa succederà al prossimo album ne passa, per cui l'unica cosa che posso fare per voi è allungare la mia mano e trascinarvi a bordo di questo carrozzone, il cui viaggio è appena iniziato.

autore: Zorn

CREW'S TOMBSTONES

IntoTheBlack
[...] Difficile parlare di un album così, faccio davvero fatica a esprimere le sensazioni che si provano di fronte a un lavoro di questo genere. Applausi a scena aperta per l'originalità, la capacità di osare e di crearsi un proprio sound. Restano i dubbi sulla efficacia di questo album, davvero troppo "particolare" per poterlo consigliare a scatola chiusa. Sicuramente un'esperienza da provare, per il resto buona fortuna..[...]

KarmaKosmiK
[...] Un disco davvero strabiliante questo "Grotesque", che finalmente riesce a rendere pienamente onore all'immenso talento del suo mastermind. L'eterogeneità caotica e fine a se stessa del debut, trova in questo album la perfetta coesione strutturale, al fine di costruire un mondo sonoro (e visivo) malato, conturbante e soprattutto beffardo. Certo, non è facile entrare in sintonia con la follia di costui, ma se avete un po' di tempo a disposizione, troverete in questo "Grotesque" un mondo sonoro (impazzito) tutto da esplorare. .[...]