WATAIN
"Lawless Darkness"
Season of Mist (2010)

TRACKLIST
01. Death's Cold Dark
02. Malfeitor
03. Reaping Death
04. Four Thrones
05. Wolves Curse
06. Lawless Darkness
07. Total Funeral
08. Hymn to Qayin
09. Kiss of Death
10. Waters of Ain

DURATA
73.28 min.

 

E' davvero difficile trovare una band che nell'ultimo decennio, che si avvia lentamente alla sua conclusione, si sia imposta a tal punto da essere considerata una delle attuali migliori band dell'intero panorama black metal mondiale. Ce ne saranno diverse, ma ad occhi e croce una delle più importanti è sicuramente rappresentata dagli svedesi Watain, che pubblicando il loro primo Full lenght nel duemila, arrivano solo quest'anno a pubblicare il terzo, alla fine di un trittico di grande qualità che ha contribuito a renderli tra i più apprezzati e conosciuti del mondo.

Era il duemilatre quando, appena pubblicato il loro primo capolavoro "Casus Luciferi" (preceduto da "Rabid Death's Curse"), la band composta da Erik Danielsson (voce e basso), Pelle Forsberg (chitarre) e Håkan Jonsson (batteria) faceva da spalla ai Dissection del compianto Jon Nödtveidt, rubandogli la scena ad ogni esibizione live. Ne è seguito quattro anni più tardi "Sworn To The Dark", l'album della loro conferma, il quale ha fatto da apripista all'ultima creazione del trio svedese, questo "Lawless Darkness" che ancora una volta li consacra come una delle migliori band esistenti. Si capisce subito che questo disco non deluderà le attese, dai primi riff della opener "Death's Cold Dark", rabbiosa e possente, fino alla seconda traccia, "Malfeitor", probabilmente la migliore di tutto l'album, un misto di malvagità, violenza, odio. Questo è il punto forte dei Watain, riuscire a creare delle atmosfere cadaveriche e malvagie come nessuno al momento riesce a fare, il tutto unito ad una melodia spesso originale e molto coinvolgente. Un capolavoro assoluto come la traccia di cui sopra è il chiaro esempio di come compone questo gruppo, e di come siano diventati meritatamente così apprezzati e conosciuti. Ora bisogna solo estendere quello che avete ascoltato per le prime due tracce, per oltre un'ora e dieci, ma non c'è da preoccuparsi su eventuali monotonie di questo lavoro o di un calo di gradimento da parte dell'ascoltatore. Pur essendo una durata abbastanza estrema per un album black metal, che solitamente quando sfora l'ora di durata è sempre piuttosto ostico da digerire, in questo caso l'ascoltatore prova esattamente l'opposto, non vorrebbe che finisse mai un lavoro del genere, praticamente un manuale del black metal visto in chiave moderna. Certo non è il black metal dei primi Darkthrone o degli Immortal, è un qualcosa di diverso, di evoluto, ma non per questo meno bello. L'intensità resta sempre invariata man mano che i pezzi si susseguono, rappresentando una vera e propria carrellata di grandi canzoni, da "Wolves Curse", una delle tracce dove i retaggi di stampo thrash della band sono più marcati, alla title track, lenta e logorante per i suoi oltre sei minuti di durata. Non sbagliano un colpo questa volta gli svedesi, che con questo album hanno davvero raggiunto il loro apice qualitativo ed espressivo. Ora sono un punto di riferimento per il black metal mondiale, e non potrebbe essere altrimenti dopo il terzo ottimo album in dieci anni. Una produzione ponderata, fatta di lunghi silenzi che aumentano ancora di più l'eco di lavori del genere, quando pubblicati. I Watain stanno continuando a crescere, e questo non può essere che un bene per il black metal ed i suoi amanti.

autore: Morbid