GRIFTESKYMFNING
"Djävulens Boning"
Mystery of Death (2009)

TRACKLIST
01. Intro
02. I Oro Somna
03. Olyckans Gård
04. Mörka Ödemarker
05. Djävulens Boning
06. Underjordens Kall
07. Vilsa Själar
08. Blicka Mot Helvetets Grunder
09. Guds Fall
10. Den Ondes Frälsning (Bonus)

DURATA
51:11 min.

 

Mamma mia, il facepaiting per i promo shots inseriti nel booklet di "Djävulens Boning" non è il massimo, eppure, volendole considerare con occhio meno critico e sepientone, quelle immagini hanno qualcosa di ingenuo e molto retrò, un po’ come si vedeva agli esordi del genere attorno agli anni ’90.

Il motivo di queste osservazioni in apertura? Perché facendo finta di non notare anche la cover a mio avviso pessima per un full lenght su CD, la musica dell’esordio dei Grifteskymfning pare uscita dal miglior periodo nordico, con annessi e connessi in fatto di sensazioni, produzione, vocals e un senso generale dell’opera maledettamente underground. Purtroppo, ho trovato molto meno underground la politica della loro casa madre, che pare voler tenere sotto il materasso le copie di "Djävulens Boning" riducendone la distribuzione al lumicino, tanto da indurmi, per semplice polemica personale, a fare i salti mortali pur di trovare la mia copia da chiunque altro non fosse la Mystery of Death (per la cronaca, l’ho acquistato da Red Stream).

Cappello introduttivo a parte, quella dei Grifteskymfning è l'antica arte di suonare un certo tipo di black metal atmosferico come oggi è difficile trovare, tratteggiando un mondo ancestrale perso nella natura e popolato da creature magiche nascoste nella boscaglia, dipingendo scenari con un riffing che sa essere anche molto veloce, e che corre spesso a braccetto con la doppia cassa, quasi cantando, accompagnato da tastiere talune volte più presenti, altre solo velate, e vocals non sempre riuscitissime ma per nulla invadenti. Anzi, le definirei senza mezzi termini da sgrezzare, ma sempre più chiare nel loro intento espressivo man mano che si conosce l'album, ed in sostanza perfette per lo scopo. Atmosfera è la parola preponderante nella musica di questi svedesi, accogliente e velatamente malinconica tra vari attimi di pace a metà tra sogno e realtà, in ammirazione delle vaste distese di una terra che forse non è mai esistita, lasciando ampio spazio all’immaginazione mentre le note della strumentale "Vilsa Själar" paiono quasi gocce che cadono su uno specchio d’acqua lucente.

Ho cercato di mettere un po’ di poesia alla buona per tentare di farvi cogliere un concetto fondamentale per capire la forza essenziale che spinge "Djävulens Boning": finchè il black metal sarà in grado di produrre sotto il proprio vessillo album di questa fattura, non morirà mai, ed io lo seguirò finchè potrò. Chiamatela minestrina riscaldata, se volete, io la trovo semplicemente saporita.

autore: Zorn