BATHORY
"Blood Fire Death"
Black Mark Productions (1988)

TRACKLIST
01. Odens Ride over Nordland
02. A Fine Day to Die
03. The Golden Walls of Heaven
04. Pace 'till Death
05. Holocaust
06. For All Those Who Died
07. Dies Irae
08. Blood Fire Death
09. Outro

DURATA
45:43 min.

 

"Blood Fire Death" è il primo segno tangibile di un cambio di interesse, sia sonoro che lirico, da parte di Quorthon e dei suoi Bathory. Dopo aver contribuito a creare e codificare in maniera indelebile il black metal, esplorando in lungo e largo tematiche occulte e sataniche, l'amore per la proprio terra e per la propria storia e tradizione inizia farsi largo prepotentemente in questo "Blood Fire Death".

L'intro "Odens Ride Over Nordland" è una delle più azzeccate della storia del metal, perfetta nel ricreare la meravigliosa cover di Peter Nicolai Arbo. "A Fine Day To Die" non credo che abbia bisogno di presentazioni. Arpeggi acustici, mazzate chitarristiche ed un atmosfera altamente epicheggiante hanno fatto di questa lunga canzone, un pezzo importante non solo dei Bathory ma di tutto il mondo metallaro. "The Golden Walls Of Heaven" è un rappresentazione in musica della carica delle Valchirie, un brano dalla velocità esagerata che non concede scampo all'ascoltatore. Quorthon spinge senza sosta sull'accelleratore, mantenendo però intatta l'atmosfera arcana del brano precedente, un perfetto connubio tra passato e presente. "Pace 'Till Death" è un furioso residuo del passato, ma il "tanto non mi prendi" inserito a sorpresa nel riff di apertura, rende la song puro culto. La successiva "Holocaust" prosegue il macello sonoro, ma i suoi continui stop'n'go da puro headbanging, rendono la traccia un altro high-light del disco. "For All Those Who Died" rallenta leggermente i tempi d'esecuzione, passando ad un andamento maggiormente cadenzato. Non è sicuramente un pezzo indimenticabile, ma all'interno del disco serve a dare un po' di respiro all'ascoltatore. Ecco infatti "Dies Irae" a rilanciare il disco a folle velocità, tirando la volata per l'altro grande capolavoro del disco, "Blood Fire Death". Quest'ultimo brano è l'esatta controparte di "A Fine Day To Die". Atmosfera epicheggiante, chitarre acustiche e tanto tanto godimento per l'ascoltatore. Insomma, un godurioso anticipo di quello che verrà nel successivo ed immortale "Hammerheart".

Pur essendo un considerato da sempre un album di transizione tra il periodo black e quello viking, Quorthon riesce a mescolare vecchi e nuovi elementi in maniera quasi perfetta, rendendo di fatto questo disco è un altro must della discografia dei Bathory. Inoltre, non dimentichiamoci che è il primo disco di metal estremo a trattare in maniera così evidente tematiche tratte dalla storia vichinga.

"A chariot of thunder and gold
Will come loud
And a warrior of thunder and rain

With hair as white as snow
Hammer of steel
To set you free of your chains

And to lead you all
Where horses run free
And the souls of the ancient ones reign
"

autore: KarmaKosmiK