Primo capitolo di un tetralogia, purtroppo rimasta incompiuta, dedicata ai temi vichinghi che tanto hanno fatto la fortuna di "Hammerheart" e "Blood On Ice". I Bathory, dopo il successo inaspettato di "Blood On Ice", riassaporano l'amaro sapore dell'insuccesso con il successivo "Destroyer Of The Worlds", un disco che mostrando cose interessanti, registra un Quorthon piuttosto in confusione sotto l'aspetto compositivo.
Il passo successivo è quindi un ritorno in pompa magna sui territori ben conosciuti del viking metal, fatti da atmosfere epiche, brani cadenzati e minutaggi elevati. La critica ed il pubblico accolsero subito con molto entusiasmo il nuovo lavoro in casa Bathory, parlando addirittura di nuovo "Hammerheart", ritorno al periodo d'oro e sviolinate varie. Personalmente, non ho mai avuto grosso amore sia per questo primo capitolo, che per il successivo, trovandoli delle mere e stanche copie di quanto fatto in questo ambito in passato dalla band. L'unica traccia capolavoro che emerge prepotentemente da quasi due ore di materiale è proprio la stessa title-track, un brano trascinante ed altamente evocativo, basato su un main riff di base assolutamente fantastico. Per il resto, tanto manierismo e nostalgia per un passato ormai andato, nel quale spunta anche un discreto brano acustico intitolato "Ring Of Gold".
Per il resto, ripeto questo "Nordland", insieme con il fratello "Nordland II", rimangono delle appendici musicali della storia dei Bathory essenziali solo se: a) si ama alla follia qualsiasi cosa abbia a che fare con i vichinghi; b) per omaggiare la memoria di Quorthon completando tutta la discografia della band.
autore: KarmaKosmiK