ANIMUS
"Hallucinations: Ideals Surrounding Water, Sand And Clouds Of Dust"
Ars Magna Recordings (2008)

TRACKLIST
01. Untitled I
02. Untitled II
03. Untitled III
04. Untitled IV
05. Untitled V
06. Untitled VI

DURATA
43:41 min.

Golan parla di "Hallucinations"
[...] I'm greatly sorry for what might seem as a lack of cooperation but I think people should find their own truth within this piece instead of finding influence in my words as an individual. Although Animus is indeed MY inner vision, it only takes form in the heart and mind of the listener. [...]

Dopo tre anni dall’esordio, esce finalmente il nuovo disco di questo particolarissimo artista israeliano: un nuovo concentrato di odio manifestato attraverso una proposta musicale ambigua, difficile, introspettiva e allucinante. Se con il primo disco venivamo travolti da un monolite nero, quasi indecifrabile nella sua cupa ossessività -ma ancora legato ai canoni Black Metal-, in questo nuovo lavoro abbiamo un’ulteriore evoluzione che pone questo secondo disco come un ideale nuovo punto di partenza. Le atmosfere sono rimaste quelle imperscrutabili e malate dell’esordio ma filtrate attraverso un approccio musicale che ha sì radici nel Black Metal -soprattutto in determinati pezzi- ma che apre a nuove soluzioni, nuove sonorità e si vuole slegare del tutto da schemi precostiuiti.

Si parte con un primo bellissimo brano (efficacissimi ad esempio i rintocchi conclusivi di campana) che fa da ideale filo conduttore con le sonorità dell’esordio, grazie a un Black Metal viscerale, ruvido, penalizzato solo dalla non perfetta resa di alcuni strumenti, batteria su tutti. Con il procedere del disco si comincia a capire come questo progetto sia ad ampio respiro e si ponga come molto più che un semplice disco Black Metal: poche ma efficacissime note di pianoforte, basso e synth per la seconda traccia; una semplice chitarra acustica che accompagna il canto distorto per il terzo brano. Letteralmente da pelle d’oca, grazie alle melodie accennate, velate, ricche di emozioni, primordiali e intense.
Si riparte con un quarto ferocissimo brano, dove, dopo una prima parte a tutta velocità, abbiamo un bel rallentamento centrale che sfocia in un finale di soli arpeggi impreziositi da una prova vocale veramente morbosa.

Il finale è sempre più allucinato e qui l’aspetto più propriamente psichedelico della musica di Animus prende maggiormente corpo. La penultima traccia è un lungo incubo Dark Ambient in cui compare a tratti un terrificante, gelido sussurro. Con l’ultimo devastante brano -purtroppo in parte penalizzato dai brutti suoni di batteria e da un mixing da rivedere- si ha un punto di non ritorno: sound minimale, ripetitivo, asfissiante e una parte vocale che è un lungo lamento di dolore assolutamente da brividi. Nel finale fa capolino un arpeggio di chitarra come a segnalare che l'incubo è finito. Solo fino al prossimo ascolto, naturalmente.

Come avrete capito, il disco è molto difficile e sicuramente incontrerà ammiratori come detrattori. Stiamo parlando di un opera nera come poche e che richiede predisposizione e passione: siamo lontani da quasi tutte le ramificazioni prese dal Black Metal e comunemente note al pubblico. L’approccio psichedelico, anticonformista e intransigente di Animus assume in questo nuovo lavoro nuove forme ancora più cacofoniche e chiuse su se stesse. Da amare o odiare, a voi la scelta.

"Animus is a mirror. It does not claim to have answers, it only forms more questions.
One might wonder, "What is the point of this?" The Reply would be simple-none. This is a salutation to the abstract and its consequences."

A.

autore: IntoTheBlack

CREW'S TOMBSTONES

Zorn
[...] Da amare o odiare... e io amo, pure molto! Sinceramente “Hallucinations” mi ha stupito, spiazzato e conquistato. L'esordio è altra pasta, ma questo non ha per forza accezioni negative. Sono due dischi diversi. Sicuramente Animus non scrive musica banale, e c'è del personale in quel che compone. Gli spunti in calce ai suoi booklet ne sono una delle varie conferme. [...]