 
BLACK FUNERAL
"Vukolak"
Behemoth Productions (2010)
TRACKLIST
01. Intro - Into the Ballinok Mountains II
02. Under The Black Caul
03. Undead Hunger
04. Impaled Fields
05. Shades Gather Among The Blood
06. Sanctum Wamphyri
07. Vukolak
08. Wolfskin Essence
09. The Moonlight Glittered Upon The Snow (Sorath cover)
10. Ars Upir Sabati (Gräuen Pestanz cover)
11. Ripping Through The Aura
12. Outro - Mors Omnipotens
DURATA
41:55 min.
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A tre anni dal loro ultimo insano lavoro ritorna il trio dei Black Funeral, come sempre formato da Baron Drakkonian Abaddon (voce, suoni), Marchozelos (chitarra, basso, batteria), J. Deimos Kahn Demiurge (chitarra), con un nuovo lavoro intitolato "Vukolak", sempre carico di esoterismo e malvagità.
Le caratteristiche primarie di questo album sono sempre le stesse, quelle che rendono questo progetto diverso dagli altri, una grandissima carica esoterica e un tenersi sostanzialmente sul filo che separa il Dark Ambient dal Black Metal. Tuttavia rispetto agli anni passati e a lavori come l'ultimo "Waters Of Weeping" la differenza è sostanziale, e qui si può parlare di black metal. Resta sempre un utilizzo di suoni campionati molto marcato, e una distorsione degli stessi che a volte raggiunge l'estremo, ma la tendenza di raggiungere sonorità più vicine al Black Metal, al Raw in particolare, è chiara. Il problema che sorge in questo lavoro però è quello che mette in risalto alcuni limiti di questa band, la quale, almeno in questo disco, raggiunge i migliori livelli qualitativi nelle tracce prevalentemente ambient e strumentali, mentre pecca di aggressività in quelle che hanno anche un'aggiunta di screaming e un'impostazione più vicina al black metal. Le idee ci sono e tutto sommato non vengono neanche sviluppate nel peggiore dei modi, ma un lavoro di questo tipo per un a band di questo tipo era inatteso. Dopo la prima eccitazione all'ascolto della bellissima ed evocativa intro, e dopo aver ascoltato le prime due tracce dell'album l'interesse verso lo stesso già inizia a scemare, perchè fondamentalmente questo "Vukolak" nonostante una rabbia saggiamente sprigionata e una violenza sonora non indifferente, non riesce a cogliere l'attenzione dell'ascoltatore per molto tempo, e le dodici canzoni che lo compongono risultano troppe alla fine dell'ascolto. La nota positiva di questo lavoro è che il classico stile dei Black Funeral riaffiora in ogni canzone, quindi probabilmente coloro i quali apprezzano questa band dagli albori non resteranno delusi per questo lavoro, anzi potranno apprezzarlo sicuramente, ma oltre a quello non c'è altro. Non c'è niente oltre all'utilizzo di suoni dark ambient che rendono l'atmosfera più cupa e tetra. Se la band statunitense ha voluto scegliere la strada di creare pezzi Black Metal doveva concentrarsi sul fare meglio quello, e non sul creare qualcosa che stesse a metà fra l'una e l'altra cosa, anche perchè le tracce Dark Ambient come anticipato precedentemente danno molti punti alle altre, essendo quello il terreno dove meglio si destreggia questa band e dove dovrebbe continuare a creare ottime cose.
autore: Morbid
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