L'uscita di "Instinct: Decay", risalente a due anni fa, ci mostrò gli americani Nachtmystium all'inizio di un processo di cambiamento radicale del proprio sound, come se la band capitanata da Azentrius fosse alla ricerca di una nuova possibile evoluzione del black. Chitarre stracariche di effetti e vocals filtrate rimandavano subito a gruppi psichedelici inglesi come gli Hawkwind e i primi Pink Floyd, in un tentativo, per altro anche ben riuscito, di "affogare" l'oscurità del black in possibili visioni spaziali ed oniriche. Il passaggio alla Century Media ha fatto temere per il peggio per questo nuovo capitolo degli Nachtmystium, nella paura che il rinnovamento in atto possa andare a coincidere con uno sputtanamento commerciale. In effetti, ad un primo ascolto di questo "Assassins: Black Meddle Pt. 1" la tentazione di gridare allo scandalo è forte, visto il distacco quasi totale dal passato, in favore di un sound più spaziale e dilatato, nel quale il fantasma dei vecchi cari Pink Floyd appare spesso e volentieri.
Non a caso, il disco si apre con un piccolo omaggio a "One Of These Days", storico brano di apertura di "Meddle", ribattezzato "One Of These Nights". Il brano poi confluisce nella title-track, che si propone il compito di dare le direttive di questo nuovo percorso musicale del combo americano. Sezione ritmica molto accellerata, ottimamente collaudata da un mostro come Tony Laureano, su cui il gruppo innesta schegge sonore impazzite di chitarre e synth molto anni '70, determinante in questo è la presenza di Sanford Parker, produttore di gruppi come Lair Of The Minotaur e i grandiosi Pellican. Lo stesso Azentrius ha cambiato molto il suo modo di cantare, lasciando il classico screaming black in favore di una voce urlata, dal sapore quasi thrash metal. Sebbene i riffs di chitarra siano chiaramente di stampo black, il tutto suona così fottutamente rock, e così maledettamente coinvolgente. La successiva "Ghosts Of Grace" si dimostra ancora più catchy e melodica del traccia precedente, dove l'intero insieme di stili utilizzati risulta perfettamente in sintonia, unitario, senza alcuna forzatura. E' quindi chiaro che, Azentrius e soci, nella realizzazione di questo lavoro abbiano seguito fedelmente il proprio istinto ed il proprio talento, fregandosene di tutto e tutti.
Ma la vera sorpresa arriva con "Code Negative", brano lento e claustrofobico, che la band si sbizzarrisce ad arricchire con soli lisergici di chitarre, synth spettrali e vocals sospirate, aprendo la strada ad un possibile futuro connubio tra il depressive di burzumiana memoria e i Pink Floyd pià acidi. Il salto verso lidi ignoti è ormai compiuto, non resta quindi che lasciarsi prendere dalla materia oscura dell'universo e vagare alla ricerca di un qualcosa, di un essenza o di uno scopo. La colonna sonora di questo viaggio è sicuramente rappresentata dalla suite in tre parti "Seasick", dove i Nachtmystium mostrano appieno tutta la loro classe ed il loro gusto musicale.
Che altro dire? Abbiamo di fronte un disco estremamente coraggioso ed innovativo, che se da un lato sbiadisce ulteriormente il passato black del gruppo, dall'altro rafforza decisamente le intuizioni viste di "Instinct: Decay", aprendo inoltre già i possibili interrogativi su dove possa spingersi ulteriormente il gruppo nelle successive release. Ultima avvertenza: chiaramente i duri e puri se ne stiano alla larga, non è cosa per loro.
autore: KarmaKosmik