Probabilmente con il ritorno dei Maniac Butcher siamo in presenza della reunion meno pubblicizzata e considerata che si è vista negli ultimi anni in ambito black. Dopo dieci anni di silenzio, quando ormai tutti avevano messo una pietra sopra all'eventualità di rivederli attivi, ecco che come un fulmine a ciel sereno l'americana Negative Existence con un comunicato annuncia l'uscita di un nuovo, maledetto album da parte della più longeva, ed aggiungo gloriosa, black metal band proveniente dalla Repubblica Ceca. Il consumatore medio di questa musica probabilmente non sa neanche di chi sto parlando ora, troppo preso da un livello musicale fatto di outing, immagini simil-pirata e poca musica. Il vero maniaco (l'aggettivo non è casuale) invece si starà già sfregando le mani e può stare tranquillo perchè in questo nuovo album non incontrerà spiacevoli sorprese. I Maniac Butcher non hanno perso un briciolo della loro coerenza, della loro compattezza, della loro morbosa devozione al black metal nella sua forma più pura.
Avere tra le mani "Masakr" ("Massacro", e mai titolo fu più adatto) è come avere tra le mani uno qualunque dei cd precedentemente rilasciati dalla band di Barbarud Hrom e Vlad Blasphemer. C'è la grafica old school dove l'utilizzo del photoshop è ridotto all'osso; c'è la foto di gruppo che pù classica non si può; i titoli lunghissimi; i testi nella durissima ed arcigna lingua ceca; le due pagine con la lista della copiosa discografia della band; e, cosa principale e fondamentale, la classica musica che i Maniac Butcher non hanno mai mancato di regalarci. Forti di una line-up che vede i due sovrani della band affiancati da due giovani dalle indubbie qualità tecniche, uno dei primi dettagli che salta all'orecchio sin dai primissimi secondi di "Masakr" è come il sound tipicamente butcheriano sia elevato ad un piano superiore grazie a capacità strumentali di livello, capaci in alcuni momenti di esaltare le tipiche capacità compositive di Vlad Blasphemer. E così un album che più classico non si può, non risulta assolutamente stantio ma anzi dinamico e massiccio.
Il riffing di Vlad Blasphemer, da sempre spina dorsale del sound del combo ceco, anche qui è interprete principale, e le influenze thrash che da sempre aleggiano nella loro musica qui sono prepotenti ma al tempo stesso plasmate alla volontà della potenza più tipicamente black metal. Il risultato che ne esce è al tempo stesso old school ma anche più in linea con certe sensazioni black metal salite alla ribalta in tempi più recenti. Dico questo perchè, pur rimanendo in ambiti 100% Maniac Butcher, certi passaggi sprigionano una malignità morbosa che rimanda ai (the true) Mayhem e decisamente ai Watain, tutto questo in un album dove le velocità rimangono per un buon 80% in ambiti mid-tempo. Mezz'ora di puro black metal ceco, potente, scarno, tagliente grazie alla sua grezzità ma al tempo stesso registrato in maniera decisamente professionale per gli standard europei. Le chitarre di Vlad evitano suoni pomposi e moderni, virando su scarnità grasse e laceranti che nelle parti veloci perdono qualcosina a discapito di una batteria forse fin troppo lavorata sul rullante.
L'opener "Desatero..." è potente e ossessiva, con continui cambi di tempo a rendere il tutto quasi più potente ogni volta che si passa da una sezione all'altra della song. Verso la fine il pezzo di trasforma in una vera e propria invocazione rituale, tra vocals che si riconrrono e la chitarra di Vlad che lentamente disegna una sorta di marcia funebre. La seguente "Projížďka" è con molta probabilità la migliore dell'intero lavoro, dal riff di apertura, fottutamente classico e da headbanging pure, alle sfuriate veloci che vi si alternano passando per gli intermezzi più thrasheggianti: la band si muove in un climax di piacere black metal per tutta la durata del pezzo, dimostrando di essere in palla e di avere nelle proprie mani un lavoro reale e non un'accozzaglia di riff incollati solo per fare un nuovo disco. Lo spetto di "Epitaph" si materializza con "Rozhodnuti...", praticamente la sorella di "Co Dobre...", dove riffing thrashosissimo viene unito a grindate su cui si stagliano lead maligni che generano quell'effetto Watain di cui parlavo qualche riga indietro. Altro pezzo clamoroso e molto cupo nella sua parte centrale, e devastante nel suo continuo andirivieni finale con tanto di assolo alla Nifelheim. "Bezbozne..." è ancora tipicamente Butcher, ma la parte centrale guidata da Vlad è maledettamente morbosa e mostra segni di novità (se così vogliamo chiamarla) in un ambito totalmente classico. "Masakr..." è un'altra stilettata ignorantissima, tra lead guitar maligni e una parte centrale velenosa dove fa finalmente la sua comparsa anche il basso, in secondo piano fino a questo momento salvo rari momenti. La parte finale è una sfuriata spaventosa e frenetica che non lascia scampo. La conclusiva "Zakonceni..." è un carro armato che distrugge inesorabilmente tutto quello che incontra, un festival del palm mute e l'ennesimo manifesto hellhammeriano che in un modo o nell'altro si incontra in tutto il disco.
Sfogliano le pagine del booklet, grazie alla presenza dei testi anche in lingua inglese, ci si accorge come questo "Masakr" si possa definire quasi un concetp album che racconta, in maniera neanche troppo velata, il ritorno dei Maniac Butcher, i valori espressi nel disco, e il futuro oscuro che avvolge nuovamente la band. Il tutto raccontato sapientemente da un Barbarud Hrom come al solito spaventoso, capace questa volta di trasformare il suo bastardissimo stle vocale in una sorta di continua invocazione magica, come se fosse una strega in preda ad un raptus medianico.
Una mezz'ora scarsa di puro black metal che ci ha regalato un come back di livello che i seguaci del genere non possono non adorare. My days are still not finished, my body is not fully withered, my arms strongly grip the sword, and nothingness can't eat my world...
autore: Ceska Zurivost
CREW'S TOMBSTONES
Zorn
[...] Disco facile, breve, con ottimi suoni per il genere, songwriting classico ed esecuzione compatta. Senza sfaceli i Maniac Butcher sono tornati ed il giudizio in merito a “Masakr“ è sostanzialmente positivo, ma senza chissà che entusiasmo. Quindi, se molti si dovessero accorgere di volere un album del genere solo per celebrare il ritorno di un culto musicale lo capirei. A me, ad esempio, è accaduto così.. [...]