ISARGEIST
"Let The Devil In"
Moribund Records (2010)

TRACKLIST
01. Empire Of Suffering
02. A Spell To Awaken The Temple
03. From The Black Coffin Lair
04. Burning Voice Of Adoration
05. Nocturnal Revelation
06. Discovering The Enshrouded Eye
07. Let The Devil In
08. Sanguine Rituals
09. Twilight Breath Of Satan
10. As Darkness Tears The World Apart

DURATA
46:45 min

 

Dopo svariati due splits e un Ep, tornano i Sargeist che mancavano con un full length da ben cinque anni. I finlandesi furono autori di un album come "Satanic Black Devotion" che era stato accolto dalla critica come un capolavoro e che rappresenta tutt'oggi una delle uscite più significative e acclamate del primo decennio del secolo.

Ma l'aver debuttato con un lavoro superlativo ha i suoi rischi: di fatto sui giudizi riguardanti le uscite successive ha sempre pesato il valore di "Satanic Black Devotion". Basti pensare al seguito intitolato "Disciple Of The Heinous Path" oggettivamente inferiore al primo album ma che, se fosse uscito per una qualsiasi band underground, avrebbe fatto gridare (quasi) al miracolo.
A mio avviso questo "Let The Devil In" è superiore al precedente lavoro, split ed ep compresi, sia sul lato puramente emotivo sia sul piano compositivo. Ritroviamo il tipico sound finlandese, in cui convivono impeto e melodia con un feeling malinconico e truce allo stesso tempo, messo in risalto da una produzione ottima.
L'opener "Empire Of Suffering" è uno degli episodi migliori del disco, col suo drumming pulsante unite alla chitarra abrasiva e tormentosa di Shatraug avvolte da un' aura sinistra e rabbiosa. Hoath Torog sfodera, come al solito, una prova vocale a dir poco superlativa e di grande intensità facendosi interprete di invocazioni blasfeme e irriverenti.
In "A Spell To Awaken The Temple" ritroviamo più o meno le stesse dinamiche mentre con "From The Black Coffin Lair" veniamo investiti da un mood più introspettivo e drammatico: le chitarre sono lugubri e lamentose, portatrici di odio represso e sentore di morte.
Altro pezzo molto interessante è "Nocturnal Revelation" in cui il sound si fa plumbeo e spettrale grazie a patterns glaciali arricchiti da dissonanze dal sapore crepuscolare: il tutto è reso ancor più angosciante dal drumming cadenzato, nella prima parte, che si fa via via più spedito e incalzante senza perdere quell'alone pregno di inquietudine e mistero.
Altra perla di "Let The Devil In" è sicuramente "Twiligh Breath Of Satan" col suo procedere cadenzato e carico di pathos arcano, attraversato da (passatemi il termine) un'epicità noir: un macabro encomio ai riti satanici. Tra i momenti più violenti e incazzanti troviamo la travolgente titletrack e l'aggressiva "Sanguine Rituals", quest'ultima una vera e propria colata lavica amplificata dal blast beat incessante e dallo screaming furioso di Hoath Torogh che si sposa alla perfezione con le trame selvagge delle chitarre.

Ad esclusione di qualche riffs a tratti prevedibile e ripetitivo posso dire che "Let The Devil In" si annovera tra i migliori lavori del 2010 appena passato, mostrando una band in gran forma e che ha saputo quasi riportarci ai fasti di un tempo.
Dai Sargeist un altro lavoro di ottima fattura.

autore: Nivehlein