NJIQAHDDA
"Divisionals"
EEE Recordings / Dungeons Deep (2010)

TRACKLIST
01. Iortasma/Seed/Embryo
02. Agronatpi/Budding/Fetus
03. Isnsi/Sapling/Child
04. Duantarii/Maturity/Adolscence
05. Eldanforitu/Old Growth/Adult
06. Ijn/Death
07. Njiaans/After Death

DURATA
76:51 min

 

Da quando Covenant diede spazio alla prima uscita dei Njiqahdda (leggi qui), si sono susseguite sul nostro portale varie recensioni riferite a parte della chilometrica lista che riguarda il duo. Una sequela ormai tragicomica di album di varia “pezzatura”, importanza e cura che per scelta ho scremato preferendo i full lenght, nei quali speravo di trovare del materiale di sostanza anzichè transitorio.

Col sennò di poi, mi domando se è davvero possibile che gli autori dell’eccezionale “Yrg Alms” siano in grado di rompermi tanto i coglioni con questo “Divisionals” che ne rappresenta una sorta di ulteriore e non necessaria versione uscita però troppo presto rispetto al predecessore per potersi realmente discostare da esso in maniera significativa, suonando oltretutto diluita, confusionaria, semi raffazzonata e piena di difetti a partire dai suoni poco generosi nei confronti delle idee musicale. Un insieme di brani dal minutaggio fin troppo importante che tocca l’apice nella quasi mezz’ora di "Ijn/Death" quale summa dei difetti dell’album, dove le lacune di sempre (vocals) escono più che mai allo scoperto come tali, risultando perfino accentuate dal senso di deja-vu imperante.

Non voglio dar peso alla solita grafica spoglia tipica della band, a cui pare aver fatto eccezione soltanto il già citato predecessore “casualmente” uscito per un'etichetta diversa dalla solita EEE Recordings, così come posso cercare di ignorare (a fatica) il drumming che oggettivamente suona schemativo ed identico a quello ascoltato in altri loro dischi passati nel mio lettore. Mi è però impossibile sorvolare sul numero preoccupante di sbadigli del sottoscritto durante questi settantasei minuti, indicatore inequivocabile del livello di spossatezza in grado di stimolare in me “Divisionals”.

Bazzico nell'ambito black metal da un po' di tempo come ascoltatore, per cui penso d'aver capito qualcosa di questo mondo alquanto bizzarro di cui i Njiqahdda sono entrati a far parte con uno stile particolare, riconoscibile e quindi da premiare nei suoi intenti. In onore della considerazione che nutro nei loro confronti vorrei chiedere a qualcuno di fermarli per dir loro che la stanno facendo fuori da vasino, spiegandogli che questa smania di registrare rischia soltanto di sputtanarli e renderli ridicoli come le “migliori” band farsa capaci di svilire il proprio estro con una profusione ingiustificata di uscite del dubbio valore, che tra loro non hanno (e danno) quel respiro fisiologico indispensabile. Giusto per farmi capire, vi faccio notare che quest’album esce a distanza di due anni (2008 vs 2010) dall'interessante e acerbo “Nji. Njiijn. Njiiijn.” , ma si colloca circa VENTI release dopo (!!!).

Non ho intenzione di soprassedere su nulla, per cui “Divisionals” lo trovo utile quanto l’ennesimo rigo nella chilometrica pagina dedicata ai Njiqahdda su Metal Archives, che ormai tocca il valore d'infinito. Nota di colore: al momento della pubblicazione di questa pagina vengono accreditate alla band altre 12 release di tutti “i sapori, profumi e formati”. Meditate gente, meditate…

autore: Zorn

CREW'S TOMBSTONES

KarmaKosmiK
[...] Avevo storto un po' il naso alla lettura della recensione del collega Zorn, riguardo questa ennesima opera targata Njiqahdda. Conosco bene l'interessa che il collega nutre per il duo americano, ma uno sfogo così duro non lo avrei mai creduto. Purtroppo, andando poi ad ascoltare questa prima parte di "Divisional", non ho potuto non dargli pienamente ragione. "Divisional" è probabilmente il punto più basso della band, pochissimi gli spunti interessanti, mentre troppo risulta essere già sentito, già sviscerato dalle millesime releases della band e tanta tanta confusione. In poche parole, questo disco è "Dreamoanti" espanso alla massima potenza ed il tutto tirato avanti per quasi ottanta minuti. Enorme delusione (e devo ancora ascoltare la parte due).[...]