Malinconia, tristezza, solitudine, caducità dell' essere umano. Questi sono alcuni aggettivi che la musica dei Klage mi trasmette durante l'ascolto di questo "Die Weihe Des Eises - Eine Grossweise". Formatisi nel 2003 raggiungono il traguardo del secondo full lenght grazie all' unica mente compositiva del gruppo A. Nachtswehr (anche membro di Morkekunst ed ex-Kargvint col nome di Algor).
Il sound dei Klage rientra nel filone Depressive e nonostante io non sia un estimatore di questa particolare "arteria" del black metal, su questo lavoro non posso che esprimermi in termini favorevolissimi.
La musica contenuta in questo disco raggiunge vertici emotivi veramente toccanti, quasi fosse un pianto che la natura espleta in sonorità e da ascoltare in tutti i suoi dettagli e sfumature perchè, solo in questo modo, si può comprendere la solennità che si cela dietro alle opere dei Klage. "Die Weihe Des..." è composto da sole quattro tracce di cui la prima è una lunghissima suite di quasi 25 minuti e che risulta essere la vera perla del disco. Inizio con breve intro arioso e sognante prima di riversarsi in black metal che varia con ritmi ora sostenuti ora più lenti e cadenzati fino ad arrivare a metà canzone, dopo circa 12 minuti, dove c'è la vera svolta della canzone che rallenta ulteriormente l'incedere e si mostra in tutta la sua decadenza e malinconia. Personalmente avrei accorciato i tempi visto che il finale della canzone risulta forzatamente allungato, ma che non toglie nulla al lavoro in questione. Grande atmosfera quindi ed emozioni "negative" sono la grande qualità che i Klage riescono a comunicare anche con le successive due tracks, "Verlöre Sich Nur Dieses Enden" e "Von Uirklamms Wirken Her" dominate da immensi "riffs" di chitarre, vero fulcro del disco. Batteria, voce e basso fanno da contorno comunque indispensabile. Conclude degnamente "Erden Karm Gedenket", 4 minuti e mezzo di synth funerei.
Non condivido molto la scelta dei Klage, o chi per loro, di rilasciare le loro opere solo in formato vinilico in quanto troppo "elitario"
e limitativo. Insomma arrivando ad una conclusione il lavoro in questione è veramente bello ed è un peccato che sia disponibile solo per pochi. Speriamo che in futuro la direzione presa cambi dando la possibilità a tutti di ascoltare "emozioni" così forti ed intense.
autore: Horn