KAOSRITUAL
"Svøpt Morgenrød"
Blood Chalice (2007)

TRACKLIST
01. Forbannelse
02. Evig Svorne til Hov og Horn
03. Svøpt Morgenrød
04. Djevelpakt og Trolldomsmakt

DURATA
31:47 min.

 

Qualcosa si sta muovendo. Sì, proprio là a Trodeheim da dove pare prendano vita nuove realtà di cui si potrebbe sentir parlare con insistenza tra qualche tempo. Band pure, cariche di quell'essenza che solo ai propri esordi si può riversare in musica con tanta naturale efficacia. Tra questi i Kaosritual, ai quali non rinfaccerò mai di essere artefatti... fino a prova contraria.

Per questo lo dico fuori dai denti: se "Svøpt Morgenrød" non vi piacerà, vi consiglio di considerare seriamente l'opportunità di vendere la vs. collezione musicale, e con i soldi comprarvi camicie (cit.). Nella sua durata abbastanza risicata di trentadue minuti, un album come questo è come una catacomba che nasconde tra le ragnatele quattro tomi musicali che ti entrano nel corpo dal retto, per uscirti dal petto. Vocals violente, dalla timbrica sporca odorante zolfo, produzione underground ("Svøpt Morgenrød" was recorder onto tape October MMV), velocità e assalti ferali. Cori ipnotici, organetto scordato tremolante, e beat rituali direttamente dagli inferi che gonfiano come mantici l'atmosfera prima dell'assalto all'arma bianca in “Forbannelse”, dai riflessi gelidi e riffing vorticoso. Mai un cedimento, un'esitazione, testa bassa e muscoli tesi per affondare, ma anche controllo per calibrare rallentamenti e mid tempos. Questo non è black metal fatto per gioco, è un'espressione interiore pura, che grida volgarmente vendetta nel marasma elettrico dal drumming tellurico. E' “Evig Svorne Til Hov Og Horn” e la sua energia, che finisce per detonare letteralmente nell'accelerazione furente di metà brano, quando un urlo inumano squarcia il cielo.

Potrei parlare dell'aria ritualistica e maledetta della title track, o dell'incipit di “Djevelpakt Og Trolldomsmakt”, che mi rimanda dritto col cuore alle sensazioni di “Freezing Moon” dei Mayhem. Però voglio puntare ad altro, al perchè i Kaosritual fanno la differenza. Al giorno d'oggi si può assemblare dischi formalmente corretti senza problemi, in fondo tutti sanno cosa vuol dire, e cosa di deve fare, per suonare “norvegese”. Lo spartiacque è nella quantità di sangue, vero, speso mentre si incide il proprio disco, e quanto questo riesce ad essere realmente sgradevole e maleodorante. Nel caso di "Svøpt Morgenrød", di plasma, ne scorre a profusione.

La differenza.
Essere primordiali, primitivi, violenti, esplosivi, brutali, snocciolando riff indemoniati come un fiume in piena. Completamente padroni dei propri mezzi come questo trio che può permettersi, a pieno titolo, di farsi immortalare sul retro del CD entro le classiche cornicette tipiche di un tempo, come le icone di un culto. Il culto del Black Metal.

Ave Archicathedra Nigra Nidrosiensis! Ave Satanas!
Sperando di non trovarci al prossimo loro album a piangere il morto come avvenuto con “Moribund” dei Koldbrann, riusciti nell'impresa poco edificante di passare dalle stelle, alle stalle nel giro di un full leght.

autore: Zorn

CREW'S TOMBSTONES

Horn
[...] Album sopra le righe questo dei Kaosritual, sia come approccio musicale che come contenuti. Black metal malato, sporco, d' altri tempi che fa ben sperare per il futuro. Mi piace pensare che non sia un caso che arrivi proprio dalla Norvegia e spero di vedere al più presto nuovo materiale, magari con più di quattro canzoni. Da avere assolutamente. [...]