POGOST \ AZAGHAL \ DECAYED
"Bringers Of The Black Death"
Cold Breath Of Silence (2011)

TRACKLIST
01. Cold Winds (Pogost)
02. Perfection (Pogost)
03. Supremacy (Pogost)
04. The Black Dawn Of The Bloody Sunrise (Pogost)
05. All For Satan (Azaghal)
06. Saatanan Valtakunta (Azaghal)
07. In the Shadow Of The Megalith (Azaghal)
08. Illuminated By Torment (Azaghal)
09. Nocturnal Flight (Decayed)
10. Voices Of The Dead (Decayed)
11. Godless Souls (Decayed)
12. Forged In Hellfire (Decayed)
13. Desolator (Part I & II) (Decayed)
14. SpellWeavers (Decayed)

DURATA
58:01 min

 

A poco più di un anno di distanza dall'apprezzato "Teraphim" (recensione qui), ecco ritornare la banda di Narqath ed i suoi Azaghal in questo split a tre, pubblicato dall'etichetta russa Cold Breath Of Silence, con i russi Pogost ed i veterani portoghesi Decayed.

Aprono le danze i Pogost, un power trio composto da Sarmat (bass\vocals), Apostol (drums) e Askold (guitar), che a dispetto di un'attività quasi decennale, possegono una discografia piuttosto limitata, dai quali si distingue un unico full-lenght del 2008 dal titolo "...From The Eternal Chaos", uscito per conto della Assault Records. I nostri propongono in questo split quattro tracce di media durata con un raw black che richiama molto gli immensi Maniac Butcher. I Pogost amano spingere sull'acceleratore, sebbene il brano più interessante risulti "The Black Dawn Of The Bloody Sunrise", nella quale elevate velocità vengono accantonate per dare spazio ad un mid-tempo oscuro ed intrigante. Non si registrano picchi qualititivi degni di nota nel quarto d'ora a loro disposizione, ma tuttosommato i brani scorrono in maniera piuttosto fluida. Supportabili e sufficienti.

Piatto forte di questo "Bringer Of The Black Death" sono senza dubbio gli Azaghal di mastro Narqath, che si presentano in questa sede con la nuova line-up, che, dopo l'abbandono definitivo del grandissimo vocalist Varhjoerra, nella quale entrano in pianta stabile di due membri dei Wyrd, ossia Niflungr (bass & vocals) e Chernobog (batteria), rendendo i due progetti musicali di fatto unificati. Si comincia con il binomio basso distorto\batteria di "All For Satan", brano cafone dalla forti influenze black'n'roll di "Luciferin Valo". A parte il suono ignobile della batteria, ed in particolar modo della doppia cassa, il brano non esalta in maniera particolare, pur mostrando una ritmica di chitarra e basso molto solida e dinamica. La successiva "Saatanan Valtakunta" riporta gli orologi indietro al 1999, ossia al secondo full-lenght "Helvetin Yhdeksän Piiriä", sebbene Narqath non resista ad inserire stacchi un po' invadenti di synth in stile Wyrd. Tuttavia, questa traccia si prende la palma della migliore del lotto firmato Azaghal. I Wyrd si riaffacciano con prepotenza nella successiva "In The Shadow Of The Megalith", aperta dal classico arpeggione acustico, per poi passare in un sound distorto prettamente Wyrd. Nonostante il chorus non sia dei peggiori, il brano suona troppo approssimativo e raffazzonato, probabilmente sarà un qualche scarto dei Wyrd adattato in fretta e furia per riempire questo split. Si riaffilano le lame nella conclusiva "Illuminated By Torment", brano estremamente veloce nella sua parte iniziale, più vicino alle sonorità dell'ultima opera in studio della band finlandese "Teraphim". Anche qui, come in "Saatanan Valtakunta", Narqanth non rinuncia all'intermezzo acustico stile Wyrd. Tuttavia, da notare, come i suoni risultino particolarmente più centrati e rifiniti dei precedenti brani, sebbene la traccia non mi convinca particolarmente ed il mettere insieme più anime della band non fa' che rafforzare la mia idea che la band finlandese abbia raschiato un po' il fondo del barile per portare a termine questa release. In conclusione, lavoro piuttosto anonimo e trascurabile per gli Azaghal, un netto passo indietro rispetto al loro ultimo full-lenght.

A chiudere lo split, ecco i portoghesi Decayed. La band del chitarrista J.A. è in pista dai primissimi anni '90 (il primo full-lenght "The Conjuration Of The Black Circle" risale al 1993) e considerati dai miei colleghi recensori veri alfieri del thrash black. Ben sei i brani presentati dalla band in questo frangente, mescolando saggiamente brani dal piglio più tipicamente thrash ("Voices Of The Dead", "Forged In Hellfire" e parzialmente "Nocturnal Flight"), rasoiate raw ("Nocturnal Flight" e "Godless Souls") ed un interessante finale dai suoni più rallentati ed oscuri ("Desolator (Part I & II") e la conclusiva "SpellWeavers"). I brani presentati in questo split dai Decayed non saranno tramandati ai posteri, ma si sente comunque la passione di questi musicisti. Una sufficienza piena mi sembra l'indicazione più giusta che può dare il sottoscritto.

Tirando le somme, sufficienti e passabili i Pogost e i Decayed, sebbene ho trovato leggermente più interessanti i secondi, e piuttosto inutili i quattro pezzi degli Azaghal. Non nascondo che ci sia un po' di delusione per questa release, visti i nomi in questione mi sarei aspettato qualcosa di più esplosivo e trascinante.

autore: KarmaKosmiK