Non è mia intenzione fare l'avvocato della Nykta, però chi ha notato il lavoro che svolge con regolarità questa valida etichetta greca? Dal suo roster sono solitamente nominati i Vordr, ma di fronte al nome Evilfeast a me viene soltanto in mente la parola “colpaccio”. Unico scivolone il pubblicizzarli, inutilmente e per non so quale motivo (o forse lo sappiamo tutti?), come "depressive black metal".
I conoscitori della band polacca sanno già di cosa sto parlando, gli altri dovrebbe essere resi partecipi del fatto che per "Lost Horizons of Wisdom", è finalmente giustificato un parallelismo con i Dimmu Borgir del primo periodo (pre “Enthrone, Darkness, Triumphant”) e gli Emperor di “In The Nightside Eclipse”. Sono anni che sento usare a sproposito paragoni faciloni, ma il misantropo mastermind alla guida degli Evilfeast è uno dei pochi meritevoli di tale accostamento. La sua è Arte Black Metal, in grado di toccare picchi noti solo ai maestri, con una pulizia stilistica non comune.
Distorsione “nevosa”, vocals graffianti, drumming corposo, sfuriate violente, tutto riconduce all'algida luce del nord, alle tempeste che si scagliano sulla pianura, prima violentata dalla natura, poi accarezzata dai synth che tracciano melodie leggere, raffinate, notturne, glaciali, con una personalità ed un'autonomia espressiva non comuni, e senza inutili eccessi stilistici. Vento, silenzio, il lampo negli occhi di un lupo, e quell’urlo che esplode nel nulla. Distese bianche sterminate, una tetra fortezza di pietra nera che le domina, da una torre della quale GrimSpirit osserva taciturno la natura sottostante, le montagne, la luna semi coperta, prima di aprire le proprie ali e spiccare il volo, sorvolando fiumi gelati e attraversando foreste semi buie, così come poteva fare nel 1993 un certo Ihsahn.
Si dovrebbe analizzare ogni brano, minuto per minuto, al fin di rendere l'idea di quale sia la completezza compositiva snocciolata dal polacco, la linearità, l'enfasi, il potere descrittivo, la maestosità, l’energia e la fluidità del susseguirsi di scenari musicali. Invece citerò soltanto l'esaltante opener “Algol's Northern Lights”, i synth in apertura di “My Tower Among the Timeless Mountains”, tanto ben studiati da costruire un brano nel brano, o ancora la sognante, delicata malinconia dell'intro della title track.
"Lost Horizons of Wisdom" vi farà congelare al viso le inevitabili lacrime d'emozione dicendo: allora qualcuno si ricorda ancora come si compone del grandioso l'Unholy Black Metal.
autore: Zorn
CREW'S TOMBSTONES
Horn
[...] L'adorazione che ripongo per questo gruppo è totale.... e, obiettivamente parlando, questo "Lost Horizon Of Wisdom" aumenta e consolida quanto di buono Grimspirit ha creato in precedenza. Lo stile, rispetto alle release precedenti, è il medesimo e visto il risultato spero prosegua sempre su queste coordinate e livelli [...]