Interessante realtà tutta al femminile questa dei Nocra, giovanissima band proveniente dalla stupenda San Pietroburgo, che con questo "The Haunting" giunge al suo secondo full-lenght per conto della piccola e neonata label Agni Productions. Fondati nel 2008 da tale Lady S, vero mastermind del gruppo, che insieme alla sua fida batterista Tesana, riesce a comporre in breve tempo un demo self-title nel 2009, seguito poi nel dicembre dello stesso anno dal debut album "Enlightned By Death" uscito per conto della Benight The Fog Prod. e contente anche tracce rivisitate del loro demo. Prima di arrivare a questo nuovo lavoro intitolato "The Haunting", il duo russo partecipa ad un split a quattro con Skog, Wintercold e Processiong Of Death per la Hellcult Propaganda, con il brano "Broken WIngs", presente anche in questo secondo full-lenght.
Introdotto da una davvero splendida cover, raffigurante una vecchia foto ritraente al centro una inquietante figura femminile, "The Haunting" mostra una band fortemente tendente al melodic black, dal quale emergono prepotentemente i fantasmi dei Dimmu Borgir di "Stormblast" (recensione qui) e dei Cradle Of Filth del periodo d'oro per quanto riguarda gli arrangiamenti di synth. Pur non facendo nulla di sconvolgente, la proposta dei Nocra si distingue per la raffinata ricerca di soluzioni melodiche, abili nel conferire al disco un'aura decadente (ascoltare per esempio la malinconica "Broken Wings" o "Enlightened By Death", la traccia top del disco). C'è spazio anche per un oscuro esperimento di soli synth sinfonici, chiaramente derivato dai Cradle Of Filth, oppure per aperture semi-acustiche com "Butterfly" (ricalcata sulla melodia portante di "Broken Wings"). Lady S si mostra ben preparata nel maneggiare synth e chitarre, forse qualche dubbio ce l'ho sul suo growl, sicuramente ben inserito nel tessuto sonoro della band, ma che alla lunga risulta essere un po' troppo monotono. Altro dubbio che rimane è sull'effettivo utilizzo della batteria di Tesana, troppo plasticoso e "finto" al punto da poter essere scambiata per una drum-machine ed un pochino legnosa e ripetitiva nel seguire le partiture della sua compagna Lady S.
Tuttavia, nonostante questi difetti ed un finale di opera decisamente in calando (abbastanza superfluo l'ambient conclusivo di "Et Avis"), non me la sento affatto di bocciare questo "The Haunting". Sebbene spesso un po' troppo derivativo, il duo russo riesce tuttosommato a destreggiarsi bene in un genere a forte rischio sputtanamento, riuscendo anche tirar fuori una triade iniziale di pezzi di buon livello, una sicura dote da cui poter iniziare le future composizione della band.
autore: KarmaKosmiK