DEMOGORGON
"Naenie"
Undercover Records (2008)

TRACKLIST
01. Und Schwarz Zerfloss Der Gülden Hain
02. Mein Schatten
03. Trauer Gebahr Todes Antlitz
04. Black Metal Against Black Metal
05. Christpenetration
06. Nänie
07. A Nephilins Child

DURATA
39:49 min.

 

Ancora Germania, ancora Undercover Records. L'etichetta tedesca ci offre il solito scarno artwork con cui è solita battezzare le sue bands, manovra che sembra portare bene anche in questo caso con i Demogorgon. Da non confondere con l'omonimo gruppo Greco i Demogorgon ci mettono sul piatto un album davvero niente male, disco che farà la gioia di chi pratica l'adorazione di ogni forma di black metal made in Germany.

"Naenie" non richiede enormi sforzi per essere compreso, il leader del gruppo F.S. conferisce alla sua musica il giusto ritmo con echi freddi ed abrasivi. Prima di procurarmi il cd avevo ascoltato una canzone che mi aveva preparato male al disco, aspettavo un assalto sonoro senza soste e invece mi sono trovato davanti ad un black metal ritmato, cadenzato ma pur sempre classico. E se l'opener "Und Schwarz Zerfloss Der Gülden Hain" con i suoi dieci minuti poteva essere solamente un escursione improvvisata con la seconda "Mein Schatten" i contorni divengono piu chiari e si capisce dove F.S. vuole colpire. Avvolgimento lento con chitarre ipnotizzanti e scream che del piu classico non si può e proprio per questo adorabile nel suo essere strascicato. Togliendo i nomi di riferimento piu ovvi riscontro nella musica dei Demogorgon riflessi di Nargaroth e Vargsang (ascoltare "Christpenetration" per credere) piu quieti e di "trasporto" andando
cosi a puntellare il reparto classico Tedesco sempre piu messo in crisi dalla tendenza pagana/folk. Dobbiamo aspettare la quarta "Black Metal Against Black Metal" per sentire rullare la batteria e sentire i veri ruggiti che la band sà proporre, io li preferisco quando alzano il piede dall'acceleratore ma anche in questa veste danno modo di farsi aprezzare. La title track abbraccia l'ascoltatore con uno spettacolare riff velato di tristezza, certamente fra i momenti piu ispirati "Nänie" riesce quasi ad addormentare (e non è una critica) mentre a "A Nephilins Child" spetta il diritto di chiudere la danza in maniera (troppo) heavy , una canzone che si discosta abbastanza da tutto quello ascoltato fino ad ora, a mio giudizo avrebbe giovato la sua esclusione, la trovo decisamente fuori luogo rispetto a tutto quello fatto di bello fino alla sesta traccia e chiude il disco in un modo che non li rappresenta. Tolta questa nota finale il disco potrà piacere sicuramente ai soliti valorosi mai domi di sentire l'ennesimo disco già sentito centinaia di volte.

autore: Duke Fog