ACHERONTAS
"Tat Tvam Asi (Universal Omniscience)"
Zyklon-B Productions (2007)

TRACKLIST
01. Alfa: Genesis
02. Tat Tvam Asi
03. Soma (Elixir Of The Ancient Ones)
04. Kali-Yuga
05. Sophia
06. The Final Harvest
07. The Dreamer
08. Omega: The Seal Of The Dragon

DURATA
47:36 min.

Acherontass (Acherontas) parla di "Tat Tvam Asi (Universal Omniscience)"
[...] 3 years after of :"TAT TVAM ASI"release has passed and i feel the same respect for this release for 2 reasons.first,was a release a lot different than stutthof releases with more melodic rituals but more mystical and apocryphal attitude.second it was a release that had a very deep approach of occultism dedicated to the mysteries of ancient summerians and later east cultures. i spent a lot of time under special conditions to prepare it and every step was recorded under inspiration spiritual and musically. now,3 years later the 4th album(and second)under the banner of acherontas coming to be released and is more steps beyond all of previous releases...beyond the mortal forms of existenceentitled: "THEOSIS".
The challenge was completed... [...]

 

Quando si è letteralmente travolti, anche a distanza di anni, dalla forza suprema di un disco come "And Cosmos From Ashes To Dust...", è normale riporre tante aspettative nei confronti della nuova incarnazione degli Stutthof, questi Acherontas in cui molti sperano di ritrovare quelle caratteristiche che hanno reso un capolavoro l'album succitato.

Uscito ormai più di un anno fa, mi sento in grado solamente ora di poter parlare di questo "Tat Tvam Asi (Universal Omniscience)" proprio perchè quando si è fortemente attaccati alla maglia è sempre difficile essere obiettivi. Mettiamo subito le cose in chiaro: chi si aspettava la stessa furia iconoclasta e le stesse atmosfere infernali degli Stutthof, per ora rimarrà deluso e non può far altro che sperare in eventuali cambiamenti nei futuri lavori della band greca. In un certo senso si capisce che si tratta sempre dello stesso personaggio dietro le due band, ma nel caso degli Acherontas le atmosfere, i colori e gli odori delle composizioni virano nettamente verso qualcosa di meno cattivo, disegnando situazioni tragiche, magiche, a tratti quasi gotiche. Il modo stesso in cui apre il disco, con la strumentale "Alfa: Genesis" mette subito tutte le carte in tavola: non si è voluti mettere un seplice intro, ma si è usata una vera e propria canzone di oltre 3 minuti, tutta basata sulle tastiere e contenente i caratteri somatici di questo album. Come dicevo, è la tragicità a farla da padrone, insieme ad una certa sensazione di maestosità, e i suoni delle tastiere (interprete principale di questo lavoro) utilizzati sono stati scelti in maniera decisamente azzeccata.

La title track e in parte "The Dreamer" sono le song che forse si avvicinano di più alla precedente incarnazione, ma nonostante il drumming veloce e delle chitarre taglienti, le atmosfere generali sono quelle che ho già descritto. Non a caso in alcuni punti le chitarre non fanno altro che doppiare le melodie tastieristiche, come in "Soma" ad esempio: si evince quindi la netta volontà di Acherontass (inteso come mastermind) di dare un taglio differente al suo percorso musicale, che mai come ora sembra totalmente assoggettato alla volontà di generare immagini ben diverse da quelle passate, che in questo caso mi sento di dire più legate alla tipica tradizione greca. Questo perchè durante i vari ascolti sembra di trovarsi all'interno di vecchi templi dove l'odore di una cultura incredibile è quasi tangibile, per non parlare di alcuni momenti dal vago sapore epico che rimanda a certi passaggi scritti da Omero. Non mancano anche dei passaggi più in linea con l'interesse di Acherontass nel vampirismo, ma a conti fatti sembrano essere delle semplici divagazioni e nulla più. Addirittura "Kali Yuga" si basa su una melodia tipicamente araba, per poi sfociare in un'apertura maestosa dove fa la sua apparizione un parlato femminile, e concludere nel migliore dei modi con un mid tempo epico, mentre "The Final Harvest" parte quasi in maniera classica per poi diventare un pezzo di sole tastiere e sussurri. Per non parlare della successiva "Sophia", interludio pianistico che nessuno si sarebbe mai aspettato.

In tutta sincerità, se si è accaniti sostenitori del sound degli Stutthof, è difficile non rimanere spiazzati dall'ascolto di "Tat Tvam Asi", e gli Acherontas si possono facilmente giudicare nel giro di un singolo ascolto e buttarli via per sempre. Con il senno di poi, credo sia giusto dare almeno una possibilità e un minimo di tempo e impegno a questo album, visto che il materiale in esso contenuto è comunque di qualità, a tratti ottima. L'importante è liberare la mente e pensare ad una band nuova, senza legami con il passato, allora scoprirete un mondo interessante che potrà colmare la vostra sete di atmosfere oscure e oniriche. Entrando nello specifico posso dirvi che il modo in cui le tastiere svolgono un ruolo di primaria importanza in questo lavoro mi ha riportato alla mente i Cradle Of Filth del periodo migliore (con lo dovute differenze ovviamente), e se proprio devo trovare un difetto mi sento di indicare i suoni di chitarra, troppo "piccoli" e poveri, tanto che spesso quasi spariscono sotto le orchestrazioni.

Per molti sarà un rischio, per me questo disco è in ogni caso qualcosa da avere, perchè nonostante tutto Acherontass ha fornito l'ennesima prestazione sopra le righe e continua a meritare il mio supporto. A voi la scelta se ascoltare o meno un buon album.

autore: Ceska Zurivost