SIEGHETNAR
"Bewußtseinserweiterung"
Azermedoth Records (2008)

TRACKLIST
01. I
02. II
03. III
04. IV

DURATA
55:44 min

 

Spesso mi capita di scoprire per sbaglio una band esaltante, e tempo fa toccò anche ai Sieghetnar di “Verfallen & Verendet”. C’è chi penserà giustamente: “buongiorno caro! svegliati”. Io rispondo: “Sì, ci sto lavorando”.

In attesa che maturino le nespole, mi godo la soddisfazione di trovare conferme nella one man band tedesca e nel nuovo "Bewußtseinserweiterung", inquadrabile come una sintesi tra i due album precedenti, con una sottile prevalenza dei caratteri stilistici dell’esordio. Se vi era piaciuto il lato black metal di “Verfallen & Verendet”, e se il dark ambient prevalente del seguente “Todessehnsucht” vi aveva colpito solo in parte, dati i suoi (per me) ovvi limiti, basterà “II” per capire che la musica è cambiata. Anzi, si è evoluta in un lavoro completamente strumentale dai risvolti tristi ma anche oscuri (provare “IV” per credere), che riprende i suoni tipici del primo disco, e la tendenza generale della band a privilegiare il lato atmosferico, senza affondi violenti, tenendo ritmi cadenzati e tastiere onnipresenti dai riflessi sognanti. Intimi.

Proprio intimità è la parola che affiancherei a "Bewußtseinserweiterung", le cui note ondeggiano leggere nel freddo ovattato di un album che ha la magia malinconica di un fiocco di neve mentre scende placido, e il grigiore, volatile ed arioso, di un banco di foschia in movimento sopra un rivolo d'acqua nel bosco. Mi ha lasciato da subito di stucco la facilità d'ascolto, malgrado si tratti di tre tracce effettive dalla lunghezza considerevole, senza vocals, ma talmente ben strutturate nelle atmosfere e nei cambi di piano, da scivolare via con una semplicità inaspettata, senza che una sola melodia passi inosservata.

Vogliamo trovare delle pecche? Il mixaggio della batteria, che in alcuni punti esce troppo allo scoperto rompendo la morbidezza degli altri strumenti, e la trovata, a mio avviso fastidiosa, di infilare quel lungo ed inutile silenzio al termine di “IV”, prima di sentire le poche note che ne sanciscono la fine effettiva. Che bisogno c’è di buttare via quasi nove minuti così? Io non sono un musicista, quindi forse non capisco...

Fin da subito quella dei Sieghetnar non mi è sembrata musica comune.
"Bewußtseinserweiterung" ne è la riprova.

autore: Zorn

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