BASILISK
"A Joyless March Through The Cold-Lands"
Meurtre Noir Records (2004)

TRACKLIST
01. Deep In The Dark Where I Lay In Wait
02. The Force Inside The Opposites
03. Bitter
04. Assault Of Vermin
05. Heinous Energies (A Legion Of Hushed Voices)
06. Open The Grave
07. The Awakening Of Him

DURATA
27:28 min

 

Forse sarò l’unico a pensarlo, ma col tempo ho iniziato a considerare “A Joyless March Through the Cold-Lands" degli sciolti Basilisk, una mezzo cult album perso in un angolo polveroso delle segrete inglesi del black metal. Devo ammettere che la loro nazionalità, tutt’altro che alla ribalta in questo ambito musicale, rende il tutto un pò più affascinante.

Dicevo...sciolti. Sì, probabilmente nei succhi gastrici da loro stessi versati in 27 min. di malsana, maledorante, vorticosa e fetida perversione, di cui l’opener “Deep In The Dark Where I Lay In Wait” è un ottimo esempio, con una produzione macilenta, putrida e diseguale tra brano e brano, che non rappresenta un errore formale, ma un valore aggiunto ad enfatizzare tutte le fastidiosissime e controverse doti dell’album. In un contesto così distorto, la drum machine imbarazzante di “Bitter” si insinua alla perfezione, neanche tanto assurdamente, sotto uno strato di chitarre devianti, graffiate da vocals al limite della sopportazione, stridenti e portatrici di tetano come la più infetta delle lame arrugginite. Un pastone ritmico di riff fangosi che imbastiscono brani complessivamente medio veloci, tracciando un mondo mentale preoccupante (“Heinous Energies (A Legion Of Hushed Voices)”), a tratti ancestrale, sfumato da una cappa nera gradualmente calata sul finale della strumentale “The Awakening Of Him”, assorbendone le note e le ultime gocce corrosive.

Mi piace pensare che i Basilisk stiano bene lì dove sono, inattivi e autori di un unico full che ne fotografa l’opera, senza per questo voler forzatamente imporre dei meriti assoluti a un disco mordi e fuggi, istintivo, che pare più che altro lo sfogo cutaneo di un singolo.

Only for fans, soprattutto di band altrettanto viscerali come potrebbero essere i portoghesi Coldness.

autore: Zorn