C'è depressive e depressive, moda o meno si può capire subito chi lo fà con dedizione e chi no. La Eerie Art continua il suo percorso del poco ma buono, e dopo lo split di qualche anno fa, Aska/Blodulv, fa un altro centro non da poco con queste due band. Preciso subito che non ho ancora sentito altro sia di Austere che di Lyrinx, quindi non sono in grado di paragonare lo split con altre loro uscite. Ma se il buongiono si vede dal mattino c'è da restare tranquilli a riguardo. I più lesti si saranno assicurati l'edizione nel jewelcase A5 limitato a 100 copie. C'è da dire che quando le cose sono messe in queste confezioni,
il fascino del tutto aumenta un pochino, complimenti all'etichetta anche per questo. La tracklist è di quelle che non lascia scampo, quattro canzoni
(due per uno) tutte superiori ai dieci minuti, nel caso Lyrinx superiori al quarto d'ora. "Towards The Great Unknown" ci introduce nell'orbita Austere, fatta di un suono pieno, con chitarre e scream che si ergono imponenti nel guadagnare il ruolo di protagonisti. Tempi dilatati e urla strazianti su toni soffusi...
Per un ipotetico vangelo del depressive gli Austere farebbero scuola, se non è la perfezione questa, poco ci manca. Sono incredibili le sensazioni date dalle melodie "soporifere" e dai saltuari arpeggi che irrompono quasi in punta di piedi lungo il brano, a cui viene data nel finale un'importante accelerata. La seconda canzone ci immobilizza subito al via con un riff pietrificante di totale bellezza. E' facile suonare depressive ma è difficile creare l'atmosfera giusta per non scadere nel banale, e qui gli Austere danno severe lezioni a molti. Fate partire "Only The Wind Remembers" e fatevi cullare dalla sue note senza fiato alcuno.
Con i Lyrinx avviene un netto cambio d'atmosfera e il suono generale si fa piu "vivo", caldo e d'impatto rimanendo sempre su registri ovviamente depressivi. La prima cosa che si nota è la batteria che riceve una produzione piu in vista rispetto al gruppo precedente. E' proprio per queste cose che adoro questo split, perchè si percepisce alla grande il distacco fra le due formazioni, dal momento che finisce uno e attacca l'altro si passano alcuni secondi quasi in trance. "No Failure In Suicide" è una nenia di trasporto scandita ritmicamente alla grande e lascia di fondo una profonda malinconia (ascoltate che bello il momento all'ottavo minuto). L'Inghilterra di solito non partorisce gruppi fenomenali... Meno male che ogni tanto qualcosa di buono esce e i Lyrinx ne costituiscono una prova. "Isolation" chiude l'ora di viaggio nella lentezza e nella drammaticità intensa, e lo fa in maniera quieta con ben pochi estremismi, come si accompagna cordialmente un ospite alla porta per qualche urgente incombenza. Ormai è chiaro a chi è indirizzato questo split, se il depressive non vi ha ancora annoiato, fatelo vostro senza esitazione alcuna, l'unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dai Lyrinx e da come portano avanti le loro strutture allungando i brani.
autore: Duke Fog