DARKTHRONE
"Dark Thrones & Black Flags"
Peaceville (2008)

TRACKLIST
01. The Winds They Called the Dungeon Shaker
02. Death of all Oaths (Oath Minus)
03. Hiking Metal Punks
04. Blacksmith of the North (Keep That Ancient Fire)
05. Norway in September
06. Grizzly Trade
07. Hanging Out in Haiger
08. Dark Thrones and Black Flags
09. Launchpad to Nothingness
10. Witch Ghetto

DURATA
38:58 min.

 

Puntualissimi come un orologio svizzero, i Darkthrone ritornano, ad un solo anno di distanza dal meraviglioso e dissacrante "F.O.A.D.", con questo nuovo opus intitolato sarcasticamente "Dark Thrones & Black Flags"; titolo che gioca sia con il nome del gruppo norvegese che con quello dei Black Flags, storico gruppo punk americano. Se qualcuno avesse ancora qualche piccola speranza verso un possibile ritorno alle origini, Fenriz & Nocturno Culto mettono subito le cose in chiaro sia dal titolo, ovviamente, che dalla copertina, raffigurante nuovamene lo zombie punk di "F.O.A.D.", quindi il messaggio è chiaro: se volete un'altra "Transilvanian Hunger" rivolgetevi altrove. Potete chiamarlo black 'n' roll o black punk, fatto sta che i Darkthrone proseguono imperterriti la propria involuzione artistica con brani ancor più minimali e "cazzoni". Rispetto a "F.O.A.D.", c'è da segnalare, che in questo lavoro Fenriz & Nocturno Culto si sono divisi equamente sia il songwriting che le vocals.

Si parte subito alla grande con "The Winds They Called The Dungeon Shaker", il brano più "lavorato" del disco, naturale continuazione del discorso musicale del precedente lavoro. Condito dalla voce da ubriacone di Fenriz e costruito su alcuni riffs davvero "catchy", il brano si dimostra come uno degli high-lights di turno. Si continua con la successiva "Death of all Oaths (Oath Minus)", che inzozzisce ulteriormente il già marcio sound del duo norvegese. Brano molto spedito che all'improvviso si stoppa in un bellissimo break rallentato con chitarre armonizzate dal sapore molto sabbathiano. Arriviamo poi al vero capolavoro del disco, "Hiking Metal Punks", un vero anthem da cantare a squarciagola. Quattro accordi e forte attitudine punk ed il processo di involuzione totale del gruppo è finalmente concluso. Le due tracks successive "Blacksmith of the North (Keep That Ancient Fire)" e "Norway in September" sono decisamente più metal, con un riffing massiccio che trasuda di birra ed alcool. "Hanging Out In Haiger" è invece un tributo ai Motorhead più luridi ed alcoolizzati, mentre la title-track è una stranissima e brevissima strumentale composta da Fenriz con soli due riffs. Le restanti tracks continuano il viaggio negli 80s del duo norvegese.

Devo dire la verità, inizialmente non ero stato molto preso da questo nuovo lavoro dei Darkthrone, troppo minimalista e cazzone, quasi una presa in giro. Poi, a forza di ascolti, ecco che lentamente diversi riffs s'insinuano nella mente, ed ecco che ti ritrovi a canticchiare questo o quel pezzo. Questi sono i Darkthrone, dei novelli Motorhead, in grado di tirarti giù un pezzo con poche note e stracariche di groove. Ormai di oscuro e satanico non è rimasto nulla, ma se non altro i Darkthrone credono fermamente in quello che suonano e "Dark Thrones & Black Flags" ne è un'ulteriore conferma.

autore: KarmaKosmik