
AVSKY
"Mass Destruction"
Humanitys Plague Productions (2007)
TRACKLIST
01. The Plague
02. Vultures
03. Knowledge Abd Hate
04. Like A Tumour That Has To Be Removed
05. Mass Destruction
06. Possessed
07. Mushroom Cloud
08. Vermin
09. Until Nothing Remains
DURATA
41:37 min
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Gli Avsky sono un gruppo proveniente dalla Svezia formatosi nel 2002 e con all'attivo, prima di questo album d'esordio, due demo. Questo "Mass Destruction" contiene nove canzoni di cui una strumentale piuttosto corta (ed inutile aggiungerei). Che dire? Disco piuttosto "plasticoso" nel complesso, all'interno del quale ci sono anche parecchi buoni riffs, ma ciò che mi ha suscitato a livello emozionale è stato praticamente zero, non ha fatto scattare nulla in me, non si è accesa alcuna scintilla. Scivola via abbastanza in sordina, anzi in verità, il verbo scivolare mi sembra addirittura esagerato. Mi spiace perchè, come menzionavo in precedenza, alcuni buoni riffs ci sono e anche belli corposi, ma imperniare un intero album tutto su mid tempos alla fine stanca parecchio e se non sei una band composta da fenomeni di bravura e di inventiva il risultato è noia allo stato puro come successo. Paradossalmente calzava meglio un MCD, più corto avrebbe "spaccato meno le balle" volgarmente esasperando nonostante circolino bands veramente peggiori di questi Avsky. Senza tralasciare poi la prova vocale: la peggiore in assoluto. Vocals che errano alla ricerca disperata della diversificazione delle canzoni l'una dall' altra. Certi "urletti" striduli finiscono col scimmiottare quelli immensi di un certo Tom Araya (chiedo scusa agli Slayer per averli tirati in ballo) risultando abbastanza ridicoli. Vi state chiedendo se comprare o meno questo "Mass Destruction"? Dipende da cosa state cercando. Se la vostra ricerca è finalizzata verso un album dai tempi medi abbastanza potente e senza novità (non per forza in senso negativo) e con poca personalità questo dischetto potrebbe anche fare per voi. Viceversa potreste anche pensare di comprare qualcosa di più gradevole. Sarà forse la mia saturità nei confronti di questa tipologia di bands che cavalcano il black metal così, tanto per fare, che oggi proprio non me la sento di essere clemente. Disco senza infamia ma con ben poca lode.
autore: Horn
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